Il Tirreno

Livorno

lo storico presidente del venezia  

«La stagione remiera può attendere, la salute no»

Nicolò Cecioni

L’appello di Gigi Suardi ai vogatori e alla città: in passato il Palio si è fermato, poi è ripartito ancor più bello di prima

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO

«State a casa. La stagione remiera può attendere, la salute no». Nel bel mezzo dell'emergenza Coronavirus, a lanciare un appello a tutti i vogatori è lo storico presidente del Venezia, Luigi Suardi: una figura conosciuta non solo nell’ambiente della tradizione del remo. Da casa sua, il numero uno rossobianco ha utilizzato la pagina Facebook del Cavallino Rosso (“Sezione Nautica Venezia 1924”) per esprimere il suo giudizio sul futuro delle gare remiere in questo periodo sconvolto dal rischio del contagio.

«Io sono veneziano, – tiene a sottolineare nel video che è diventato virale sui social – sono nato qui e sono sempre stato in Venezia. Ma mi rivolgo a tutti i vogatori anche delle altre cantine». Suardi parte da qui per ribadire un concetto: «So bene – mette in evidenza – quanti sacrifici facciate durante l'anno per portare avanti le tradizioni. E la tradizione va a vanti a tutto perché è cultura, è stare insieme, è condivisione e confronto. Ma adesso non è più possibile stare insieme ad allenarci, questo virus ci ha costretti a stare in casa».

Bisogna dire per uno come Suardi stare in casa è veramente un grande sacrificio. «Io non ci sono mai stato in casa. Sono sempre stato fuori fin da quand’ero piccino – sono queste le sue parole – ma è stando in casa in questi giorni che ho potuto riflettere sul momento che stiamo vivendo».

È qui che Suardi lancia ai vogatori più giovani ma anche a tutti i cittadini un appello: «Gli esperti e i media ci stanno dicendo – avverte – che siamo nel mezzo di una emergenza sanitaria e sociale dobbiamo capire che è meglio fermarci anche noi».

Suardi ricorda che «in passato il Palio si è già fermato qualche volta per poi ripartire ancora con più entusiasmo». E aggiunge: «Nel ’62 ci si fermò per motivi di organizzazione, nel ’65 per questioni politiche e poi nel ’72 per la riorganizzazione del parco gozzi. Ma erano tutte motivazioni meno importanti di quella che stiamo vivendo adesso. Il Palio e le gare remiere sono bellissime, sono l’emblema della livornesità. Ma se viene a mancare il senso di comunità e la vita di cantina, conviene davvero andare avanti?». A giudizio di Suardi, «forse converrebbe rimandare tutto al prossimo anno e stare in casa. Aspettando che passi questo uragano per poi ripartire al massimo quando ci saranno condizioni più favorevoli».

«Stando in casa – avverte lo storico esponente del mondo del Palio – possiamo apprezzare meglio le cose che abbiamo e che avremo di nuovo quando tutto sarà finito. Abbraccio tutti i vogatori, non solo quelli del Venezia, ma anche delle altre cantine, che so che stanno facendo grandi sacrifici per continuare ad allenarsi in casa da soli. Ci vorrà ancora un po' di tempo prima di tornare a stare insieme e uscire in barca, ma sarà bellissimo». —

Nicolò Cecioni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web