Il Tirreno

Livorno

L’edicola come punto di riferimento: «Giornale e due parole contro l’ansia coronavirus»

Simone Fulciniti
L’edicola come punto di riferimento: «Giornale e due parole contro l’ansia coronavirus»

La rivendita in piazza Cavallotti continua a lavorare spedita e il chiosco è diventato una sorta di presidio di quartiere dove acquistare strumenti per informarsi e per distrarsi 

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LIVORNO. Uno dei punti strategici, che distribuisce informazione ai livornesi, è senz’altro l’edicola di piazza Cavallotti, gestita dal simpatico Pietro Ferrigno. Situata nel cuore del mercato, continua a lavorare spedita, anche in questo periodo. In tanti si fermano a comprare il Tirreno; numeri considerevoli che Ferrigno sottolinea con orgoglio. «Ho una media giornaliera di 170 copie, e nel fine settimana, sto toccando delle vette ragguardevoli. Sabato scorso ne ho venduto 240 Tirreno delle 260 disponibili: numeri che dimostrano la voglia di informarsi dei livornesi. Ci sono poi giorni come il mercoledì e il giovedì o quando è brutto tempo dove il mercato è meno frequentato e quindi c’è un fisiologico calo di vendite».

Anche il “chiosco” di Pietro, è diventato presidio del quartiere: punto vendita, certo, ma anche occasione per scambiare due parole. «Le persone mi dicono, grazie per esserci in questi momenti così complicati. Vengono a prendere il giornale, e per fare due chiacchiere, chiedere indicazioni, cercare un gesto che possa confortare o tranquillizzare. Molti sono anziani, e per loro affrontare questo blocco totale, non è certo facile. Vogliono sapere come fare certe cose, per seguire al meglio i passi chiave del decreto. Ed io sono ben lieto di conversare, e di aiutarli. Addirittura c’è chi passa per pregarmi di fare attenzione ai contagi; hanno paura che possa essere costretto alla quarantena, lasciandoli soli”. Un’affluenza importante, dunque, che rende complessa la consegna a domicilio. «Per quanto mi riguarda non posso tenerla in considerazione, perché sono solo; inoltre non credo che questa zona ne senta il bisogno, perché chi esce per fare la spesa, passa automaticamente anche da me».

Ferrigno ha la sua clientela, affezionata, ma nelle ultime ore sono tante le facce nuove che si sono presentate. «Ho il mio zoccolo duro, che da qualche giorno si è arricchito di gente poco avvezza alla sosta in edicola. E visto che la maggior parte dei negozi sono chiusi, cercano informazioni; ad esempio, sapere dove poter acquistare, che so, una penna, un quaderno, roba semplice, ma oggi quasi impossibile da recuperare. La situazione è questa, dobbiamo affrontarla nel modo migliore, per farla durare il meno possibile». Sempre col sorriso sulle labbra, la battuta pronta. E un pizzico di delusione.

«Sono tranquillo – conclude l’edicolante-, rispetto le regole fondamentali. Sto a distanza, uso i guanti: una cosa che non ho mai fatto in vita mia. Ma mi adeguo volentieri, so che è necessario. E una volta abbassate le serrande vado a casa. Mi spiace molto quando sento che alcuni non fanno come me. Un grosso errore, purtroppo». —
 

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