Gioco
Il gol più bello dei tifosi del Livorno: «I rimborsi del derby devoluti per le mascherine»
La decisione della Curva Nord. Ecco come incassare i soldi del biglietto dello stadio e del treno e dove versarli per partecipare
LIVORNO. Devolvere il rimborso dei biglietti del derby in beneficenza per acquistare mascherine, guanti e altri dispositivi di protezione individuali per gli operatori della sanità. L’idea era emersa dopo la decisione di giocare Pisa-Livorno a porte chiuse. Ma ieri con un comunicato ufficiale la Curva Nord ha messo le cose nero su bianco, invitando tutta la tifoseria a devolvere l’intera somma – o una parte – per aiutare medici, infermieri e lavoratori che necessitano di protezioni per volto e mani in questo periodo così delicato.
«Questo virus – si legge nel comunicato –, nonostante l’annata non felice, ci ha tolto uno dei momenti più belli in assoluto per ogni tifoso: il derby dei derby. Tuttavia, questa volta non sono state le leggi ad impedirlo, ma questa pandemia che preoccupa tutti. In questi giorni sono emersi diversi casi di lavoratori e lavoratrici che lamentano la carenza di dispositivi di protezione individuali, guanti, mascherine e disinfettanti, addirittura gli ultimi casi dentro l’ospedale di Livorno. Sappiamo che la Curva Nord di Pisa ha annunciato che donerà i rimborsi dei biglietti alla ricerca e anche noi abbiamo riflettuto a lungo sul da farsi». E così, dopo il derby che si è giocato sul campo lo scorso 7 marzo, gli ultrà hanno dato vita a un altro derby, quello della solidarietà.
Amaranto e nerazzurri, però, stavolta giocheranno gli uni affianco degli altri per portare il proprio aiuto a chi ne ha bisogno. «Il nostro tifoso Lenny Bottai – continuano gli ultrà – ci ha proposto di utilizzare i rimborsi per acquistare protezioni da donare equamente alle aziende livornesi dove sono state segnalate carenze da parte dei lavoratori. Abbiamo subito accolto l’idea, per dimostrare che la Curva è vicina alla città e a chi è costretto a continuare a lavorare nonostante l’emergenza. Pertanto, mentre ancora attendiamo il rimborso suddiviso in due parti, una riferita al biglietto del treno di Trenitalia che molti avevano già acquistato, l’altro invece riguardante i biglietti del settore ospiti dell’Arena Garibaldi, annunciamo che la nostra volontà è di andare in questa direzione».
In realtà come riportato dal Tirreno la scorsa settimana, il rimborso dei biglietti è già partito dal 10 di marzo e andrà avanti fino al 24, quando scadrà il termine per riavere indietro i 13 euro del ticket (impossibile, invece, rivedere l’euro e 50 di prevendita, ndr). A spiegare questo equivoco sono i gestori della tabaccheria Mantellassi, uno dei punti vendita di Vivaticket della città.
«I biglietti del Pisa – spiegano – sono collegati al circuito Vivaticket e dunque noi abbiamo dovuto aspettare il loro ok prima di procedere con i rimborsi. Dal 10 marzo a oggi, a chiunque si sia presentato al banco con il biglietto in mano abbiamo restituito i soldi. Ma questo lo abbiamo potuto fare solo a chi aveva acquistato il tagliando nel nostro punto vendita. Gli altri devono andare dove lo hanno comprato».
Ed è questa la spiegazione. Molti ragazzi della Curva, infatti, avevano prenotato – e poi pagato – il biglietto del settore ospiti e quello del treno al Caffè Paradiso di via Maggi ed è per questo che nel comunicato si parla dei due biglietti e non solo di quello dello stadio. E ancora quei soldi (22 euro era il costo dell’intero pacchetto), non sono arrivati. In ogni caso, chiunque abbia già ripreso i soldi del biglietto nelle altre ricevitorie collegate a Vivaticket e volesse partecipare alla raccolta degli ultrà, può recarsi al Caffè Paradiso di via Maggi per consegnare i soldi a mano. «Preghiamo – conclude la nota degli ultrà – le istituzioni, in primis il sindaco Luca Salvetti, e il Livorno Calcio, di intercedere ove possibile per accelerare le operazioni. Poi, per correttezza, una volta avuti i rimborsi, stileremo una lunga lista con nome e cognome di chi ha partecipato all’iniziativa».
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