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Coronavirus, il Vernacoliere non uscirà ad aprile ma su Facebook ecco le vignette inedite

Claudio Marmugi
Coronavirus, il Vernacoliere non uscirà ad aprile ma su Facebook ecco le vignette inedite

Per motivi soprattutto logistici e di distribuzione il direttore Mario Cardinali ha deciso di saltare un numero della rivista satirica. «Ma l’umorismo serve comunque»

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LIVORNO. Il Vernacoliere salta un giro: non sarà nelle edicole italiane ad aprile. La drammatica crisi mondiale legata alla pandemia di coronavirus blocca anche le rotative del numero 1044 del mensile satirico più famoso e longevo d’Italia – arrivato a gennaio 2020, al sessantesimo anno di pubblicazione. Niente di sconvolgente, tuttavia: “Il Vernacoliere” salta sempre un numero l’anno e di solito il numero che manca nella collezione dei lettori è quello di settembre (per le ferie di agosto della Mario Cardinali Editore).

«Si potrebbe dire che il mensile di irriverenza e mancanza di rispetto questa volta si è messo al servizio del Paese», spiega il direttore Mario Cardinali, raggiunto al telefono ieri, «abbiamo fatto una riunione di redazione e ci siamo accorti che mandando il numero in stampa il numero di aprile avremmo creato più problemi e disagi che benefici: avremmo impegnato i corrieri che distribuiscono il giornale in tutta Italia, le poste con i numeri in abbonamento da smaltire: un carico di lavoro non necessario in questo momento, ci sono altre cose a cui dare la precedenza». Una decisione sofferta, quella del direttore, ma necessaria, più per motivi logistici e distributivi, appunto, che non di umore. «Il Coronavirus era il titolo d’apertura del numero di marzo, eravamo sulla notizia già a fine febbraio, quando siamo usciti. È un argomento tragico, ma l’umorismo in questi casi ci vuole comunque, anche per tenere alto il morale di chi sta intorno, per dare un senso di normalità».

E proprio sul punto dell’umorismo il giornale non cede. Sulla pagina Facebook ufficiale “Il Vernacoliere – Autori e Direttore”, infatti, una pagina da duecentosessantacinquemila follower, insieme al comunicato che annuncia l’impossibilità di far uscire il numero di aprile, parte in questi giorni un’iniziativa lanciata dallo storico collaboratore Max Greggio (già braccio destro di Antonio Ricci, il Re Mida di Mediaset, da “Striscia la Notizia” a “Paperissima”).

Ossia tutti gli autori pubblicheranno vignette inedite, molte di quelle che avrebbero composto proprio il numero saltato, tutte unite da un titolo sempre uguale: “Coronavirus levati di’ulo! ”, un epiteto colorito, ma che sicuramente interpreta e riassume il pensiero di tutti i livornesi e, in questo momento, di tutti gli abitanti il mondo che lo esprimono a loro modo e con i loro modi di dire magari altrettanto coloriti ma mai quanto il nostro linguaggio labronico.

Perché il Vernacoliere alla fine è questo: lo sberleffo irriverente che grazie al vernacolo labronico condensa in due parole concetti universali. E quando ci vuole la parola “colorita”, la “parolaccia” appunto, ci vuole e nessuno come il livornese riesce a usarla al momento giusto. Alla fine del comunicato ufficiale, il direttore lancia una raccomandazione ai lettori: “quando tutto sarà finito, tornate in edicola a comprarci, o abbonatevi. Ne abbiamo bisogno, le vendite sono il nostro unico sostegno”.

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