Gioco
L’edicola come servizio pubblico «C’è tanta voglia di informazione»
Daniele Marconcini parla di un boom di vendite. «La gente vuole chiarimenti e notizie certificate, il Tirreno ispira più fiducia ai lettori»
LIVORNO
Da tredici anni Daniele Carboncini gestisce l’edicola di piazza Magenta; ha un rapporto molto confidenziale con i suoi clienti, che gli sono molto affezionati. In questi giorni difficili, il suo punto vendita è diventata una sorta di oasi nel deserto, mèta di pellegrinaggio per tante persone desiderose di sapere che succede. »Il Tirreno, che è il giornale dei livornesi - spiega Carboncini-, ha avuto un incremento notevole: almeno il 30% in più rispetto ai tempi “normali”. Ho intuito che la gente si fida delle notizie riportate sulla carta stampata; evidentemente c’è bisogno di un certificato di qualità in questa situazione. E il Tirreno fa la voce grossa, perché affronta con grande attenzione le problematiche della città e della provincia. Insomma, ispira ancora più fiducia». Dunque, pur nella crisi dell’editoria, le vendite aumentano. «Ci sono meno persone in giro certo - prosegue Daniele - ma l’informazione è fondamentale. Tanti che abitualmente non frequentano il chiosco, hanno cominciato a passare con costanza».
Carboncini sarebbe felice di proporre una consegna domiciliare, ma la cosa al momento gli risulta impossibile. «Avendo questo flusso costante - spiega - , ed essendo solo, non mi posso allontanare. Sono comunque contento che, chi può, la faccia».
Alla sua edicola ci sono tante persone che “vogliono” avere chiarimenti. «Ho una clientela di over 65 - dice - e tanti di loro sono confusi, tra mascherine, regole da rispettare, punti chiave del decreto ministeriale. Ed allora mi mostrano le loro perplessità e io cerco di dare una mano. Parecchi non sanno neppure se possono venire a prendere il giornale ed io rispondo di sì, basta mantenere le norme generali». Un signore arriva e chiede come compilare l’autocertificazione, che ha trovato in questi giorni sul Tirreno. Carboncini , con esemplare professionalità, si sofferma a spiegargli passo dopo passo tutto quel che deve fare. E l’uomo se ne va soddisfatto: ha imparato qualcosa di utile, per il prossimo futuro. Piccoli esempi di servizio pubblico, disinteressato, dal valore straordinario. Ma la paura, il timore del contagio, esiste in chi lavora ? “All’inizio confesso di sì - conclude Carboncini- visto che sono al contatto col pubblico e ho due bambini. Poi, col tempo, è passato. Faccio il possibile per seguire le indicazioni basilari: quando chiudo vado a casa, e tengo sempre i guanti per ricordare di non toccarmi il viso». —
SIMONE Fulciniti
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