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Coronavirus, controlli avanti tutta con 25 denunciati. Salvetti: «Il decreto va fatto rispettare »
L’appello a tutti i cittadini: «Servono grandi responsabilità». E la polizia municipale sanziona cinque attività commerciali
LIVORNO. Quasi 1.500 controlli e 25 persone (inclusi i titolari di bar e negozi) denunciate a Livorno dall’inizio dell’emergenza. E quattro sorprese ieri dai carabinieri, oltre a cinque fra bar, minimarket e negozi automatici sanzionati dalla municipale, con i titolari indagati per inosservanza ai provvedimenti dell’autorità. Proseguono i controlli delle forze dell’ordine dopo il decreto del Consiglio dei ministri che impone a tutti, salvo motivi urgenti, di non uscire di casa e chiudere le attività commerciali definite non di primaria importanza.
Incessante il lavoro degli uomini dell’Arma di tutta la provincia – quattro Compagnie interessate: Livorno (diretta dal maggiore Guglielmo Palazzetti), Cecina (coordinata dal capitano Christian Bottacci), Piombino (diretta dal maggiore Massimiliano Massarelli) e Portoferraio, dove il responsabile è il capitano Francesco Materiale – con 116 persone controllate e quattro denunciate su tutto il territorio, mentre il personale della polizia municipale, diretto dalla comandante Annalisa Maritan, ha scoperto e indagato per lo stesso reato (articolo 650 del codice penale) cinque titolari di altrettanti fra bar, minimarket e negozi con i distributori automatici di cibo e bevande. I nominativi non sono stati resi conti.
La polizia di Stato – secondo quanto riscontrato – ha deciso di non diffondere il dato dei controlli e delle denunce post-decreto. Si sa solo che un uomo di 50 anni originario di Napoli e senza fissa dimora – Massimiliano Mario Amodio – dopo aver preso a morsi un agente delle volanti ed essere stato denunciato per lesioni aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di oggetti atti a offendere (dato che in mano aveva anche un bastone) è stato denunciato per inosservanza ai provvedimenti dell’autorità. È l’unico di cui Il Tirreno è venuto a conoscenza.
Centinaia, invece, le persone controllate e decine i negozi battuti ogni giorno dai militari della guardia di finanza, coordinati dal colonnello Gaetano Cutarelli, con una media di 55 uomini e 24 mezzi ogni giorno in prima linea, incluso il personale del Reparto operativo aeronavale e le unità marine. Dall’alto, le Fiamme gialle, hanno immortalato una Livorno deserta, con pochissime persone in giro. «In porto è stata vietata la partenza delle persone per la Sardegna, tranne che su autorizzazione del presidente della Regione. A Piombino operano costantemente tre finanzieri per turno che, dalle 5 del mattino a mezzanotte, controllano tutti i passeggeri in viaggio per l’isola d’Elba», spiegano dal comando provinciale.
«Dopo il weekend convincente parte la nuova settimana con più gente in strada – spiega il sindaco Luca Salvetti – ed era prevedibile perché come detto più volte il decreto del Governo permette spostamenti per lavoro, acquisto di generi alimentari e medicine, attività fisica e sgambata dei cani. È chiaro però che anche quello che permette il decreto deve essere interpretato nella giusta maniera e non può diventare la scappatoia per giri lunghissimi in lungo e largo per la città. L’atteggiamento “furbo” rischia di complicare la vita a migliaia di persone che in questo momento stanno a casa e magari hanno dovuto chiudere le proprie attività o hanno difficoltà nei rapporti con i familiari. L’invito a tutti è quello di rispettare le regole in primis per la salute di tutti e poi per contribuire a chiudere il prima possibile questa emergenza che sta creando grandi difficoltà anche sul fronte del lavoro».
Secondo i dati del primo cittadino polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale «hanno controllato 1.415 tra persone ed esercizi commerciali e hanno denunciato 25 persone che non rispettavano il decreto governativo e le ordinanze comunali». Il lavoro continuerà con posti di blocco e interventi su segnalazione. «Comprenderete – conclude Salvetti – che le poche migliaia di uomini delle forze dell’ordine non potranno mai controllare uno a uno i 160mila cittadini, serve autocontrollo e grande responsabilità».
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