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emergenza furti 

Assaltano la pasticceria «Hanno devastato tutto»

Stefano Taglione
 Assaltano la pasticceria «Hanno devastato tutto»

Per entrare nel laboratorio della “Libeccio” ha dovuto chiamare i vigili del fuoco Il racconto: «Restare chiuso è già un dramma, ma così è un accanimento folle»

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Prima di essere obbligato a chiudere la pasticceria, in un gesto di grande generosità, ha donato paste e cibo al pronto soccorso e ai volontari della Svs di via San Giovanni. Perché appena il premier Giuseppe Conte ha firmato il decreto di chiusura di tutti i bar e le attività industriali come la sua, lui – nonostante avesse in mente solo i suoi 15 dipendenti, che purtroppo sarebbero rimasti temporaneamente a casa – ha pensato solo ad aiutare gli altri. I medici, gli infermieri e soccorritori in prima linea per fronteggiare l’emergenza. «E ora i ladri mi hanno fatto la festa...».

A parlare è Gianluca Ozia, il titolare della pasticceria Libeccio di via delle Sorgenti. L’imprenditore, passando a controllare la sua attività come fa quasi ogni mattina, ieri ha trovato la saracinesca tagliata a metà e la vetrata della porta sfondata. Nella notte appena trascorsa, quella fra domenica e ieri, c’erano passati i ladri, distruggendo il registratore di cassa e seminando il caos un po’ ovunque, tanto che l’inventario per capire cos’è stato realmente rubato durante il raid, purtroppo, sarebbe solo all’inizio e andrà avanti ancora a lungo.

«Non potevo neanche entrare dentro – commenta il titolare – tanto che ho dovuto chiamare i vigili del fuoco. Grazie al loro lavoro sono riuscito a passare attraverso la saracinesca e a rendermi conto di quanto accaduto». Il bilancio è impietoso: il registratore di cassa è stato trovato vuoto e spaccato fuori dal locale, insieme a numerose macchie di sangue riconducibili ai ladri. Probabilmente si erano fatti male nel loro assalto distruttivo. «I danni sono enormi – conferma Ozia – perché dopo l’emergenza coronavirus, che mi costringe a rimanere chiuso, ora ci si sono messi anche i malviventi. Il problema è stato trovare un riparatore di serrande, visto che è tutto chiuso a causa del decreto del Consiglio dei ministri. Sono rimasto ore dentro su una sedia, che facevo lasciavo tutto così e me ne andavo? Così sarebbero rientrati...».

Ozia ha chiaramente chiamato il fabbro di fiducia, che però gli ha risposto che con la saracinesca non poteva fare assolutamente niente. Così se ne è andato.

Sul posto – insieme ai vigili del fuoco, coordinati dal comandante Paolo Qualizza – dopo l’allarme al 113 è intervenuto anche un equipaggio della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Claudio Cappelli. Gli agenti, in realtà, era passati dal negozio anche nella notte, quando un passante aveva segnalato loro la saracinesca distrutta. Purtroppo, però, non erano riusciti a mettersi in contatto con lui, visto che non è stato possibile rintracciare il suo numero di cellulare acceso.

Difatti, ieri mattina, è stato poi lui a richiamarli, insieme ai pompieri che hanno reso possibile per tutti l’ingresso in negozio. «Il gesto è stato vergognoso – conclude Ozia – e in questo momenti in cui tutti dobbiamo rimanere chiusi credo che la delinquenza dilagherà. Bisogna stare attenti, serviranno molti controlli. Così non si può andare avanti». —

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