Gioco
«Grazie a tutti i livornesi per il grande senso civico» L’applauso del sindaco
Controlli nel weekend sul lungomare, in centro e in Venezia quasi deserti Sui social cresce la rabbia contro chi esce, ma la gente è quasi sempre in regola
LIVORNO. «In questa domenica surreale - dice il sindaco Luca Salvetti - in cui purtroppo dobbiamo convivere con la notizia della seconda persona livornese deceduta, Livorno ha dato prova di una grande coscienza civica. Su 160 mila abitanti quasi la totalità è rimasta a casa, poche persone sono uscite e hanno seguito i comportamenti previsti dal decreto (come l’attività fisica o gli acquisti strettamente necessari) e pochissime hanno invece contravvenuto alle normative».
In effetti nel weekend appena trascorso i livornesi sembrano aver rispettato in modo massiccio le misure disposte dal governo (alle quali si sono aggiunte anche quelle del Comune) per frenare il diffondersi dell’epidemia di coronavirus : hanno evitato di uscire di casa sia la sera del sabato, con il quartiere della Venezia dove la movida è stata sostituita dal vuoto e dal silenzio, e soprattutto nella giornata di ieri con poche persone che sono andate sul lungomare nonostante il bel tempo . Ovviamente, in tutta la città le forze dell’ordine hanno effettuato numerosi controlli su persone a piedi e in auto.
«È vero - sottolinea Salvetti - e tutto ciò senza bisogno di blindare il lungomare e intervenendo lì dove c’era chi contravveniva alle regole. Un risultato che inorgoglisce tutti noi e che ci convince ancora di più del lavoro di sensibilizzazione e controllo fatto in questi giorni. Io non so quanto durerà questa situazione e so che sarà sempre più pesante rimanere in casa nei prossimi giorni, ma è così che abbiamo le migliori chance per uscirne».
Mentre la stragrande maggioranza dei livornesi (o per meglio dire quasi la totalità) rispetta le regole, ecco che sui social (Facebook, Whatsapp, etc.) ci si è dati da fare in quello che è diventato un vero e proprio sport cittadino: prendersela, anche con offese e senza stare troppo a pensare se il comportamento sia corretto o meno, contro coloro che escono per la strada.
E allora è bene ricordare a chi si scatena sui social che è consentito spostarsi dall’abitazione per i seguenti motivi: 1) esigenze lavorative (andare e tornare dal proprio lavoro; per i lavoratori dipendenti questo qualora il proprio datore di lavoro non abbia predisposto sistemi di smart working) 2) Situazioni di necessità (ad esempio andare a fare la spesa, acquisti di prima necessità o per «altri situazioni particolari» da dettagliare agli agenti, come un nonno che deve andare ad accudire il nipote perchè i genitori lavorano ) 3) motivi di salute (visite o esigenze sanitarie di varia natura) 4) rientro presso il proprio domicilio, abitazione e residenza (caso specifico: un cittadino domiciliato a Livorno può far ritorno nella località dove mantiene la residenza, ovviamente se le due sedi non coincidono); 5) fare attività fisica (correndo rigorosamente da soli e tenendosi ad almeno un metro - meglio due - dalle altre persone) e portare fuori il cane per i periodo strettamente necessario.
Tutto questo perché il pericolo non è lo spargimento del virus nell’aria - altrimenti non ci si potrebbe nemmeno affacciare alla finestra o andare in giardino o sul balcone - bensì il “contatto” tra persone: il decreto dice di evitare di uscire di casa proprio per ridurre le possibilità di incontro. Questa spiegazione dovrebbe essere sufficiente a ridurre le reazioni sui social e indurre a smettere di pubblicare foto e video di singole persone che vanno in bicicletta o camminano col cane.
Alessandro Guarducci
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