Il Tirreno

Livorno

Lutti/1 

Addio all’architetto Gregotti Ha firmato due Prg di Livorno

Mauro Zucchelli

Il suo studio ha realizzato il piano regolatore degli anni ’90 e il piano strutturale varato lo scorso anno. Fra i suoi progetti anche il nuovo Acquario alla Terrazza

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Il mondo della cultura rende omaggio a Vittorio Gregotti, che si è spento ieri a Milano per complicanze legate al coronavirus: aveva 92 anni, è stato una delle grandi firme dell’architettura e dell’urbanistica made in Italy ma in grado di lavorare su progetti internazionali. Insomma, un “archi-star” prima che esistesse questo neologismo yankee.

In mezzo alle opere che tutti i tg citano in queste ore – dagli stadi di Barcellona e Genova al teatro milanese degli Arcimboldi, dalla progettazione del quartiere Pujiang nella Cina di Shangai al nuovo polo universitario della Bicocca a Milano, dall'ampliamento del museo dell'Accademia Carrara alla chiesa di san Massimiliano Kolbe – c’è anche un bel pezzo di Livorno: la nostra città ha messo nelle mani del suo studio tanto il Prg varato nel ’99 nell’era del sindaco Gianfranco Lamberti come pure il nuovo Prg, affidatogli dal sindaco Alessandro Cosimi e poi varato negli ultimi giorni del mandato del successore, il sindaco M5s Filippo Nogarin.

In realtà, a interfacciarsi con Livorno aveva delegato uno dei suoi principali collaboratori, l’architetto Augusto Cagnardi, ma è dalla “matita” del loro studio che era uscito quel “disegno” di città che ha creato la Porta a Terra e la Porta a Mare, tanto per fare un esempio. Invece nella concretezza delle dinamiche del mercato immobiliare non si è praticamente messo in moto il complicato meccanismo di indici edificatori che aveva fatto fibrillare la giunta a più riprese con l’edificazione di villette nella cosiddetta “Conca di Montenero”. Del resto, non sempre le cose vanno come i progettisti immaginano: basti pensare al fatto che portava la prestigiosa firma di Gregotti il quartiere Zen di Palermo diventato simbolo dei guai del degrado urbanistico (come Le Vele a Napoli e il Corviale a Roma): colpa anche del fatto che fra infiltrazioni mafiose e abbandono delle manutenzioni il progetto di fatto non è stato seguito.

C’è anche qualcos’altro a Livorno: porta la firma dello studio Gregotti anche il progetto del nuovo Acquario ora nelle mani di Costa Edutainment, che con molta fatica per le vicissitudini della ditta appaltatrice è stato realizzato alla Terrazza Mascagni al posto del vecchissimo acquario Cestoni. Trasformando cioè un piccolo acquario municipale con un pugno di vasche per farne una struttura di rango nazionale gestito da un operatore nazionale.

Su Facebook l’archi-star milanese di adesso, Stefano Boeri, lo ricorda così: «Se ne va, in queste ore cupe, un Maestro dell'architettura internazionale; un saggista, critico, docente, editorialista, polemista, uomo delle istituzioni, che, restando sempre e prima di tutto un architetto, ha fatto la storia della nostra cultura. Concependo l'architettura come una prospettiva: sull'intero mondo e sull'intera vita. Che grande tristezza».

Lo descrivono come grande lettore e appassionato di musica sinfonica e lirica e di filosofia e di arte, lui novarese era stato “adottato” da Milano e nel 2012 la Triennale gli dette la medaglia d'oro alla carriera. Alla fine dell'avventura milanese dell’Expo chiese di sfruttare le aree dismesse: «Per vivere, l'area deve diventare un pezzo di città. Milano sfrutti la grande sfida della Città metropolitana». —



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