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Sabato a Livorno, nel vuoto e nel silenzio

Sabato a Livorno, nel vuoto e nel silenzio

l divieti del decreto governativo e la paura del contagio: immagini impressionanti, come se la città si fosse fermata

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LIVORNO. Un sabato che nessuno aveva mai visto a Livorno: vuoto il lungomare, vuoto il viale Italia, deserto il tratto all’altezza della Terrazza Mascagni che altrimenti, anche con una giornata incerta, sarebbero stati pieni di persone a passeggio. E in questo vuoto di gente, di voci, di odori il grigio del cielo è diventato ancora più grigio. Alla stazione pochi sono arrivati, solo alcuni operai del Sud che, rimasti senza lavoro, sono tornati ai paesi d’origine con la nave. Quasi nessuno è partito. Sembra ieri con i treni pieni di passeggeri da tutte le parti della Toscana che arrivavano il fine settimana per godersi la mostra di Modigliani e il centro di Livorno. Un altro mondo. Ora si pensa ad altro e per fuggire da questo male ci si chiude in casa. Non si avverte neppure il richiamo del mare che ogni livornese ha nel suo Dna . Così anche il centro, il silenzio sarebbe stato assordante se non ci fossero stati alcuni passaggi di auto o di scooter. E proprio il fine settimana questa dimensione spettrale si è notata ancora di più: la città ha perso ancora di più la sua vitalità, la sua anima chiassosa e gioiosa. A rendere meno tristi queste ore, in piazza Sauro una nota di colore, di rosso: il negozio lo Chalet di fiori (chiuso come tutti quelli che non vendono generi alimentari), in piazza Chiesa , ha lasciato mazzi di fiori alle persone del luogo con un cartello : “I nostri fiori per voi” . Un gesto di amore che serve nel momento del buio. —

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di Redazione web