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Passeggeri, Corsini vuole più controlli ai varchi

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LIVORNO. Il conclave nella sala riunioni dell’Authority, in tempi di coronavirus, si fa in videoconferenza: si collegano al tavolo del presidente Stefano Corsini - «nell’ambito delle funzioni di coordinamento delle amministrazioni operanti in porto che gli assegna la legge», come precisano da Palazzo Rosciano – le istituzioni coinvolte come Sanità marittima (Usmaf), Asl, Capitaneria di porto, Polmare, Guardia di Finanza più gli amministratori delle città portuali.

Capitolo traghetti: chi vuol imbarcarsi – è stato detto – deve già con i precedenti provvedimenti del governo «dimostrare di trovarsi nella condizione di necessità». Tradotto: serve l'autocertificazione in cui si attesti di essere in viaggio per lavoro, per motivi di salute o per altre assolute urgenza. Corsini ha segnalato mla necessità di intensificare i controlli «anche direttamente ai varchi».

Quanto al lavoro portuale, di fronte alle preoccupazioni dei lavoratori e dei marittimi occorre che le imprese portuali adottino piani «ancora più stringenti» di prevenzione e buone prassi per il miglioramento della sicurezza. E’ previsto che l’Authority si confronti con ogni operatore per «assicurarsi che gli ambienti di lavoro comuni, compresi i mezzi navetta, vengano sanificati a ogni cambio di turno e che non manchino soluzioni igienizzanti per le mani così come guanti e mascherine». Occhi puntati anche sulla riduzione dei lavoratori («non più di tre o quattro») sul pullmino per i rientri sotto bordo. —

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