Gioco
Lo show di Bobo Rondelli, dal terrazzo canta “Love”: «Frugatevi per l'ospedale»
Il musicista su Instagram si è presentato con casco giallo e fazzoletto come mascherina «Per invecchiare ci sono due modi : io rimbambisco»»
LIVORNO. Anche Bobo Rondelli canta per sostenere la campagna di raccolta fondi in favore della Terapia Intensiva dell’ospedale di Livorno. L’obiettivo è arrivare a 50mila euro e tutti possono contribuire, anche con una piccola donazione, attraverso la piattaforma online Gofundme cercando “Campagna raccolta fondi Terapia Intensiva Livorno”.
Quella che sabato 14 marzo ha sfondato quota 25mila euro, con oltre 600 donatori finora registrati. Affacciato al terrazzo della sua casa, al settimo piano di un palazzo sul Pontino, Bobo ha eseguito la sua diretta sgangherata e divisa in tre tempi, per ovviare (diciamo) a dei «problemi tecnici». Non sarà il mago delle dirette, ma quel che conta è diffondere il messaggio e anche il nostro amato cantore ha fatto la sua parte, ieri pomeriggio alle 16, con una Livorno baciata dal sole. Ed eccolo presentarsi con tanto di: casco giallo da lavoro in testa recante la scritta “Love”, fazzoletto al volto a mo’ di mascherina improvvisata, l’immancabile smartphone stretto con la mano destra e un dito di troppo a coprire parzialmente lo schermo, e allora “Leva il dito!”, si legge in alcuni messaggi.
Parte la base di “All you need is love” dei Beatles e Bobo la intona come da suo pari, alternando il testo a messaggi del tipo: «Abbiamo bisogno d’amore, l’unico vincitore sarà l’amore». Oppure: «Aiutiamo l’ospedale e la Terapia intensiva. È una questione che riguarda tutti. Salutiamo i medici». Inquadra il quartiere dal terrazzo, si vedono i tetti dei palazzi, il campanile della chiesa di San Giuseppe, poi Bobo scorge qualcuno per la strada e gli fa: «Mi raccomando solo la spesa! A casa lei, capito! Ciao!». Mentre la musica scorre a volume alto, si rivolge in camera e continua il suo monologo: «Se non c’era questa situazione la polizia era già sotto. Una volta in questa cameretta, che ora è un po’ in disuso, portammo gli strumenti e suonammo. Venne un carabiniere e disse: “Potete pure suonare, però nel limite della tolleranza, perché la gente dice che tremano tutte le pareti!».
Immancabile aneddoto, chissà quanti ne hanno visti quelle pareti. E tanto per non darsi importanza, in pieno stile Bobo, ci saluta così: «Ciao, io il cretino l’ho fatto, come al solito». Il ditone poi si inceppa quando deve staccare la diretta e allora quasi impreca: «Come si spegne, boh, che figura di m…». Ride, poi riesce a staccare, ma torna poco dopo per altre due brevi dirette. «Oh risono qua, non mi riesce di far niente». Stavolta è in casa, seduto al piano, occhiali da vista e camicia verde sbottonata, catena d’oro al collo in bella vista. Canta sempre il solito pezzo dei Beatles e «vediamo se ora ha funzionato». Sì, ma nel dubbio torna per il terzo atto, è il teatro autodidatta di un artista maturo alle prese con i social, di un “livornesaccio” che tra pochi giorni compirà 57 anni. E sul tempo che passa la pensa così: «Ci sono due modi per invecchiare: o rimbambisci o rimbimbisci. Io tendo al rimbimbimento».
Tornare bambini e provare a sorridere anche in questi momenti. «E ridiamo via», conclude Bobo, che non perde lo spirito e scherzando aggiunge dal suo terrazzo: «Che bel sole, che bella vista. Se volete passare la vostra quarantena qui, si affitta a 4mila euro a settimana. Che volete che sia, è tutto amore che cresce, nelle mie tasche».
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