Toscana
Coronavirus, il giornale arriva a casa: «Un servizio ai clienti per restare informati»
Marco Forte, proprietario dell’edicola di via dei Pensieri, spiega i motivi per cui ha iniziato le consegne a domicilio
LIVORNO. «Un’idea che nasce con estrema naturalezza. Quando hai parecchi clienti di una certa età, e sai che in questo periodo, per il loro bene, è meglio che non escano di casa, pensi a qualcosa che ti permetta di dar loro una mano. Portare i giornali a domicilio, è un’iniziativa importante, per la quale in molti mi hanno ringraziato. Sulla scia di questo esperimento positivo, non nascondo l’intenzione di proseguire in tal senso, anche quando, finalmente, il periodaccio sarà terminato». Chi parla è Marco Forte, edicolante. Il suo chiosco, situato in via dei Pensieri, tra stadio e campo scuola, in queste ore è preso d’assalto da tanta gente che sente il bisogno di sapere, di informarsi su quello che sta succedendo. Ma lui, spontaneamente, ha avuto un pensiero per chi invece, non può neppure permettersi di fare due passi, senza correre rischi. «Sono clienti affezionati – spiega – persone del quartiere; pertanto è un extra che faccio molto volentieri».
Marco svolge questo lavoro da cinque anni perché prima era sempre commerciante ma in un altro settore. «Avevo un’attività commerciale a Collesalvetti; ho dovuto chiuderla per disperazione, e ci sono uscito quasi per miracolo». Quindi la scelta di rilevare un’edicola: «Non era questa che avevo individuato all’inizio, ma alla fine sono arrivato qui e ne sono oltremodo felice. Ringrazio il precedente proprietario che mi ha dato un supporto fondamentale nella fase di inserimento». Il Tirreno è il giornale che «chiedono tutti – prosegue Forte – ne vendo un gran numero. D’altronde è il punto di riferimento per l’informazione di Livorno, non ci sono dubbi».
Ottimi sono i rapporti con i colleghi che operano nella zona dell’edicola: «Collaboriamo costantemente e abbiamo creato una bella sinergia», aggiunge Marco Forte. In questi tempi di coronavirus, riprende Forte, «paradossalmente, le vendite sono aumentate. Vedo facce nuove, poco abituate ad acquistare il quotidiano. Avevo messo un cartello con le indicazioni di sicurezza, ma l’ho tolto subito, perché la clientela osserva a prescindere le regole del decreto e del rispetto reciproco. Personalmente sono tranquillo, avendo la vetrata e il bancone che mi garantisce almeno due metri di distanza».
Un mestiere che, tuttavia, si fa ogni giorno più complesso. «Il problema è che gli editori, non ci vengono incontro al nostro lavoro quotidiano». Nel frattempo arriva un cliente, Roberto Fulciarelli, classe 1930, ma col piglio di un giovanotto. Indossa la mascherina, in tasca ha l’Amuchina, e in mano l’autocertificazione che sventola con orgoglio. «Ho passato la guerra, le bombe, e tante disgrazie – afferma l’anziano –, e saprò affrontare anche questo maledetto coronavirus. Non passa giorno che non venga a prendere Il Tirreno; da quando sono rimasto solo, mi fa tanta compagnia, se non ce l’avessi sempre sotto mano, sarebbe ancora più dura la giornata». –
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