Il Tirreno

Livorno

Noi / l'editoriale

I due ritmi di questa storia

Fabrizio Brancoli
I due ritmi di questa storia

Non rassegniamoci all’idea che tutto questo sia solo un fermo immagine distopico e surreale: con la mente noi possiamo correre. Costruiamo progetti. Assecondiamo culture. Recuperiamo amicizie

2 MINUTI DI LETTURA





Nell’autunno del 2015 ho avuto un’embolia polmonare massiva e ho rischiato seriamente di morire. Ne sono uscito grazie ai medici (in particolare una giovane dottoressa del pronto soccorso, che si accorse di quello che io non le dicevo), dopo tempo e dedizione. Non so dire se quell’episodio sia stato una lezione morale, questo lo stabilirà il resto della mia vita. Però posso testimoniare una cosa: tornare alla normalità, sia pure con diversi ostacoli, è stato speciale. Un’esplosione di sollievo, creatività e riscatto. Insomma credo di sapere come ti sentirai, cara Italia, quando il coronavirus sarà debellato. Guarirai grazie a medici e infermieri, poi tornerai in salute. Sarà una cosa difficile. E bellissima.

Abbiamo il dovere di tarare ritmi diversi. Impegnamoci minuto dopo minuto, nel seguire le regole. Intanto ragioniamo sul dopo. Mentre facciamo il giro dell’isolato nelle nostre città post atomiche, mentre ci mettiamo in fila per il pane o andiamo a comprare il giornale (grazie agli edicolanti), non rassegniamoci all’idea che tutto questo sia solo un fermo immagine distopico e surreale: con la mente noi possiamo correre. Costruiamo progetti. Assecondiamo culture. Recuperiamo amicizie. Ci sono rivincite da prenderci rispetto agli errori, commessi come società e come individui. Ci diciamo spesso che manca una visione prospettica; ora c’è tempo. Mai più sottovalutazioni nella sanità, mai più tagli alla ricerca, mai più logiche di business imposte sulla vita delle persone. Riusciremo a non dimenticarlo, quando, come nel dopoguerra, torneremo a cenare fuori e a fare vacanza?

Accanto a me, intanto, una gatta ronfa. Si chiama Sky. Scrivo per un giorno in smart working, connesso con i sistemi editoriali, a km dal mio ufficio, come stanno sperimentando altri colleghi del Tirreno. Scrivono, titolano, correggono, impaginano. Alla scrivania di casa o in redazione, a distanza, lavandosi le mani, evitando di fare cazzate. Non sappiamo se basterà ma ci metteremo due cose. Impegno e coraggio.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.38591784:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2020/03/14/news/impegno-e-coraggio-un-cartello-e-due-parole-per-tenere-insieme-il-tirreno-e-chi-lo-legge-1.38591784]]
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa