Gioco
Coronavirus, il nostro grazie a medici e infermieri
Al di là della paura per la malattia, che pur esiste, a metterci in difficoltà è stato il repentino cambiamento di abitudini conseguenti ai necessari provvedimenti stabiliti dal governo
Il Coronavirus ci ha colti di sorpresa, scardinando molte delle nostre certezze e delle nostre sicurezze, rendendoci all’improvviso fragili più dal punto vista psicologico che a livello fisico. Al di là della paura per la malattia, che pur esiste, a metterci in difficoltà è stato il repentino cambiamento di abitudini conseguenti ai necessari provvedimenti stabiliti dal governo per contenere il diffondersi dell’epidemia: ci stiamo accorgendo che tutto quello che consideravamo normale e dovuto ci manca tantissimo e deve essere riconquistato.
Le libertà di muoversi, di riunirsi, di svolgere un’attività economica, di stare in compagnia, perfino di scambiarsi un saluto o un abbraccio sono state fortemente ridotte se non addirittura escluse tanto che oggi pensiamo al ritorno alla normalità come al più bel regalo da ricevere. Tutti stiamo perciò facendo dei sacrifici per contribuire a fermare il contagio che non ha risparmiato neppure la nostra Livorno e la nostra provincia. Tutti, con i nostri comportamenti, stiamo dando un contributo per vincere questa battaglia a difesa della salute. E tra questi “tutti” c’è qualcuno che merita un ringraziamento speciale da parte dei cittadini: sono i medici, gli infermieri, i tecnici che si trovano in prima linea a tu per tu contro la malattia da sconfiggere. La loro attività in ospedale e nelle altre strutture sanitarie è fondamentale, necessaria e decisiva: sotto stress, con turni di lavoro massacranti e la fatica stampata sui volti, la stanno portando avanti con impegno e coraggio.
Ci sta che non tutto fili liscio al cento per cento, del resto ci troviamo di fronte ad una emergenza mai vista prima, e può darsi che nelle procedure di soccorso possa esserci stato - e potrà esserci ancora - qualcosa che va migliorato. Ma quando giudichiamo chi lavora in ospedale - a Livorno e a Cecina per quanto ci riguarda - non dobbiamo mai dimenticare il grande lavoro svolto da coloro che sono stati definiti “i nostri eroi moderni” ma che noi preferiamo chiamare “professionisti preparati” per la passione, la disponibilità, la scrupolosità e la serietà con cui stanno fronteggiando l’epidemia. Loro hanno il compito più difficile e non possono permettersi di rinchiudersi in casa con le loro famiglie, non possono cedere alla paura, allo sconforto e alla stanchezza.
Quindi grazie dottor Carneglia, grazie dottor Sani, grazie dottor Bertini, grazie dottor Roncucci e grazie a tutti gli altri medici, tecnici e infermieri del nostro ospedale. Sappiate che i cittadini vi guardano con ammirazione e gratitudine. —
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