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"Andrà tutto bene": l'immagine sul muretto dopo 8 anni diventa lo slogan anti-virus

Andrea Rocchi
"Andrà tutto bene": l'immagine sul muretto dopo 8 anni diventa lo slogan anti-virus

Castiglioncello: il disegno di un fumettista di Rosignano, realizzato 8 anni fa, diventa il simbolo della lotta al coronavirus. Lui era rimasto anonimo, oggi esce allo scoperto e ci racconta tutto

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ROSIGNANO. Il conforto è un ristoro dell’anima. E’ dove ti rifugi nei momenti di buio, quando il mondo ti crolla addosso. E’ l’ancora in un mare in tempesta, lo specchio d’acqua nel deserto. Può essere il messaggio affidato a una preghiera, la frase di un libro, il motivo di una canzone. Può essere l’abbraccio di un figlio, la carezza di un nipotino, la parola di un amico.

Può essere anche un uccellino nero, con un cuore rosso, che ti dice che Andrà Tutto Bene. Un piccolo merlo che fa capolino lungo la passeggiata a mare che da Rosignano porta a Castiglioncello e che ormai da otto anni rappresenta – per noi del posto, ancorati al nostro mare come la salsedine sui muri delle case – uno squarcio di luce nei nostri giorni più scuri.

Forse Francesco Ripoli, fumettista rosignanese, non si sarebbe mai immaginato che oggi – nei giorni della paura globalizzata – lo stencil realizzato quasi per caso nel 2012 diventasse l’emblema della speranza, l’icona di un messaggio universale: Andrà Tutto Bene. Perché in un mondo sbigottito e terrorizzato che fa i conti con la pandemia, è questo lo slogan per liberarci dal male. La nostra preghiera laica.
Lo scrivono sui loro disegni i bambini di centinaia di scuole italiane, lo pubblicano sui social medici e infermieri che ogni giorno fronteggiano il virus, lo cantano gli artisti, lo annunciano perfino i capi di Stato. E l’immagine dell’uccellino nero col cuore rosso sul quel muro d cinta di Caletta ha fatto il giro del web diventando – perdonateci la parola – virale: il nostro personale ristoro nell’epoca del Covid-19.

Ripoli lo scriveva allora, in un momento privato difficile. Restando volutamente anonimo, senza farsi pubblicità sebbene fosse già un disegnatore affermato. Ma solo per «alleggerire qualche anima turbata del mio paese», ci spiega adesso che ha deciso di uscire allo scoperto. «Il fatto che in questo momento così difficile molti vedono in questa mia opera un messaggio che illumina l’orizzonte in mezzo alla tempesta mi fa un immenso piacere», racconta Ripoli. «All’epoca pensai di farlo per esorcizzare un mio difficile momento, ma mi decisi definitivamente a farlo quando capii che un simile semplice messaggio avrebbe potuto alleggerire qualche altra anima turbata a passeggio sul lungomare del mio paese».

E così è successo. Tante volte. E ogni volta che incrociavamo quell’uccellino nero che ci rassicurava con quelle semplici parole - ossigeno per le nostre ansie - pensavamo anche a chi fosse l’autore di questo disegno denso di speranza e possibilità. Successe nell’agosto 2012 anche a Cécile Sienski e a suo marito Mario che arrivavano dal Canada a Caletta per trascorrere le vacanze al mare. Dopo neanche tre giorni l’uomo fu colpito da un infarto e venne portato all’ospedale di Cecina. In un momento di sconforto e disperazione, camminando sulla passeggiata, Cecile si imbatté nel merlo nero dal cuore rosso. “Andrà tutto bene”. «Fu un raggio di luce nell’oscurità della malattia», racconterà Cecile a un amico di Castiglioncello. Pochi giorni dopo suo marito fu dimesso ed uscì dall’ospedale con un pacemaker. Salvo.

L’autore, che ha pubblicato fumetti di successo tra cui una storia illustrata della vicenda di Ilaria Alpi, ha sempre voluto rimanere anonimo. «Lo pensai come un mio piccolo regalo alla comunità. E nel tempo una infinità di persone lo ha visto, fotografato, postato, condiviso, confermando che con quel po’ di vernice non avevo sporcato un muro ma colorato qualche pensiero. Non lo firmai proprio per questo, perché mi sembrava più bello».
E Francesco è rimasto nascosto sebbene ne avesse di motivi per farsi sentire. Per quei continui plagi, le false attribuzioni e le commercializzazioni di chi ha pensato di utilizzare il disegno per fare affari. Lo ha fatto fino ad oggi quando, nei giorni del contagio globale e della paura universale, il merlo è diventato un simbolo, utilizzato anche da tantissime persone che non hanno mai visto il piccolo murale di Castiglioncello. Oggi che lo stato di quarantena delle nostre vite ci priverà di tante consolidate abitudini ma ci imporrà, forse, di ripensare la scala delle priorità delle nostre esistenze. Perché in fondo l’augurio che tutti possiamo farci è quello che ci dice l’uccellino nero di Caletta che ci consola ormai da otto anni. Andrà Tutto Bene. 

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