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Accademia Navale, stop alla didattica per il coronavirus: tutti gli allievi rimandati a casa
L’annuncio ufficiale dello Stato Maggiore della Difesa. Ma ancora non si conoscono modalità e tempi dei trasferimenti
LIVORNO. «Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, in aderenza a quanto contenuto nel decreto del presidente del consiglio dei ministri, ha disposto la sospensione delle attività didattiche presso gli istituti di formazione di tutte le forze armate». La nota ufficiale arriva dal quartier generale dello Stato Maggiore e conferma l’anticipazione di ieri riguardante lo stop di una parte rilevante delle attività anche all’interno dell’Accademia navale di Livorno, l’ “università del mare” che forma i futuri quadri dirigenti della Marina militare del nostro Paese (e contribuisce a istruire anche gruppi di allievi ufficiali di Marine militari di altri Paesi).
È proprio lo Stato Maggiore che esplicitamente dà riscontro al Tirreno del fatto che «il provvedimento riguarda anche l'Accademia Navale». Di cosa si tratta in concreto? «Sono sospese tutte le attività didattiche e formative in Accademia Navale». Non solo: «Tutti i frequentatori (di tutte le classi) verranno inviati al proprio domicilio/residenza».
Ancora non è chiaro come si concretizzerà la decisione dei vertici militari delle forze armate del nostro Paese al massimo livello, che è stata presa in nome delle esigenze di contenimento dell’epidemia di coronavirus con specifiche misure anti-contagio. Resta da capire, ad esempio, se operativamente il momentaneo congelamento sarà simultaneo o se avverrà in modo scaglionato, proprio per evitare che centinaia e centinaia di giovani aspiranti ufficiali abbandonino tutti insieme gli alloggi all’interno degli edifici presenti nel complesso militare che da quasi 140 anni è situato sul lungomare di Livorno. Per una singolare coincidenza del caso, in una zona della città che fino alla metà dell’Ottocento ospitava i lazzaretti per le quarantene di eventuali contagiati in arrivo in porto.
«L’attenzione della Difesa è quella di mantenere intatta l’operatività nel rispetto della salvaguardia della salute del personale delle forze armate», era stato sottolineato nella prima comunicazione ufficiale dello Stato Maggiore. Bisogna tener presente che, dopo l’abnegazione mostrata dai militari nella trincea anti-contagio, i vertici delle forze armate si trovano a fare i conti con la preoccupazione di fermare il contagio all’interno del proprio mondo. Mercoledì è morto un tenente colonnello di 59 anni in servizio al Segretariato generale della Difesa: nell’edizione di ieri “Repubblica” segnalava che il contagio si sarebbe trasmesso ad almeno una decina di ufficiali di altissimo rango.
Nei giorni scorsi è stato il generale Salvatore Farina, capo di Stato Maggiore dell’Esercito, a riferire di esser risultato positivo al coronavirus. Pochi giorni prima era stato fra i protagonisti del vertice di Wiesbaden in cui la Nato aveva annunciato la maxi-esercitazione “Defender Europe 20”: avrebbe coinvolto 15mila militari di vari Paesi, l’altro ieri è stata annullata (e già il giorno precedente l’Italia aveva comunicato che non avrebbe più partecipato).
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