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Giovane livornese muore a 19 anni, il padre: «Voglio capire come è successo»
Livorno, trovato in fin di vita sul lungomare è morto al pronto soccorso: «Era sereno e aveva appena preso 30 e lode a un esame dell'università»
LIVORNO. «Devo capire cosa è successo, non me lo spiego. Mio figlio non aveva alcun problema, nemmeno a livello familiare, e ultimamente all’università aveva pure preso 30 e lode. Era bravissimo e apparentemente sereno. Non era fidanzato. Sono sconvolto, lo comprenderete. Speriamo di poterlo salutare alla camera ardente con tutti gli amici di scuola, perché il decreto del Consiglio dei ministri per il coronavirus non ci permette di celebrare un normale funerale. Di amici ne aveva tanti, è una disgrazia».
A parlare è il padre del ragazzo di 19 anni morto al pronto soccorso dopo essere stato trovato in fin di vita sul viale Italia, di fronte all’ingresso dell’ippodromo Caprilli. Una tragedia, quella avvenuta mercoledì sera, 11 marzo, che non ha ancora una spiegazione logica. Non da parte della famiglia che tanto lo amava.
L’ipotesi prevalente è che il decesso sia avvenuto dopo aver ingerito sostanze letali, non si sa quali e non è chiaro nemmeno per quale motivo. Solo l’autopsia potrà stabilirlo. Di certo c’è soltanto che quando i volontari della Misericordia di via Verdi sono arrivati sul lungomare, dopo la telefonata al 118 di un passante, lui respirava ancora, pur avendo già perso conoscenza. Quindi, almeno a loro, non è stato in grado di dire nulla. Nel tragitto verso l’ospedale, inoltre, le sue condizioni di salute sono peggiorate drasticamente, con il decesso avvenuto in pronto soccorso.
Lì – avvertiti dal medico del triage – è arrivato un equipaggio dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli, con gli agenti che hanno parlato con i volontari dell’associazione e con i medici dell’ospedale. Tutti hanno fatto il possibile per salvarlo, cercando di rianimarlo. Ma purtroppo non c’è stato niente da fare.
Le eventuali indagini coordinate dal sostituto procuratore Niccolò Volpe – che sul caso ha aperto un fascicolo – verranno svolte dalla Squadra mobile , diretta dalla vicequestora aggiunta Valentina Crispi. L’obiettivo ovviamente è capire come sia morto il ragazzo, in primis per dare una risposta ai suoi familiari che non se lo sanno spiegare. Al momento non si esclude alcuna pista, nemmeno quella del gesto volontario.
Di sicuro, mentre si trovava sul lungomare, sarebbe sempre stato solo. E nessuno, prima dell’arrivo dei soccorritori, avrebbe visto altre persone insieme a lui. Fra l’altro, in casa, non è stato trovato alcun biglietto. Non avrebbe, insomma, dato spiegazioni. Interrogativi su interrogativi quelli che si stanno ponendo gli inquirenti e soprattutto i genitori, chiaramente sotto choc per quanto accaduto. Sono stati avvertiti dalla polizia a tarda notte, dopo che quel ragazzo per ore senza nome – si parla di una persona fra i 20 e i 30 anni, senza documenti addosso – è stato finalmente identificato.
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