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Coronavirus, otto posti letto in più in terapia intensiva ma i nuovi infermieri in servizio sono sei
Da lunedì altri quattro-cinque professionisti: in tutta l’Asl ne sono previsti 300. Saliranno a 83 i letti per i Covid-19: il piano
LIVORNO. Otto posti in più in terapia intensiva, anche se gli infermieri assunti (interinali) per ora sono solo sei. Inizia a delinearsi il piano dell’Asl per l’ospedale di Livorno, alle prese con l’emergenza coronavirus. Secondo quanto ricostruito dal Tirreno dal 3 marzo a oggi sono entrati in organico sei infermieri (uno il 3, due il 4, uno il 5 e gli altri fra il 7 e l’8) e altri quattro o cinque potrebbero arrivare lunedì. Tuttavia è probabile che possano essere operativi solo più avanti, dopo un iniziale e normale periodo di formazione.
La Regione in ogni caso prevede una maxi infornata e per tutta la Toscana parla di «duemila nuovi professionisti fra infermieri e operatori socio-sanitari», oltre a 670 medici specialisti. Nell’Asl Toscana nord ovest la volontà è quella di assumere 150 infermieri a tempo indeterminato, altrettanti precari e cento oss (di cui 40 a tempo determinato e gli altri stabili). Mentre la direttrice generale, Maria Letizia Casani, con una lettera ha richiamato al lavoro i sanitari in quarantena, inclusi quelli che a Livorno sono in isolamento per essere stati a contatto col paziente 1, l’operaio di 55 anni ricoverato in rianimazione. Naturalmente non devono avere sintomi da Covid-19, altrimenti restano dove sono.
I cambiamenti che l’Asl sta apportando all’ospedale sono importanti. Innanzitutto, in questa prima fase, verranno soppressi gli studi neurologici, visto che serviranno come zona di attesa per i pazienti sospetti. Gli stessi, quando verranno sottoposti al tampone, dovranno attendere il risultato al primo piano del decimo padiglione; poi saranno smistati. Chi è positivo andrà al nono o all’undicesimo, mentre chi è negativo al secondo. È quanto prevede una prima ipotesi al vaglio della direzione aziendale.
Attualmente i posti letto per i pazienti in trattamentosono 39. A regime diventeranno 83, visto che ne saranno ricavati altri 30 nei padiglioni 9 e 11 – dove verranno collocate le persone positive al tampone e sarà installato un impianto elettrico per la ventilazione con intubazione – e altre quattro postazioni sono quelle, con ventilazione invasiva, nelle quali prima venivano assistiti i pazienti affetti da ebola. In ogni caso questi ultimi verranno aperti solo se ce ne sarà la necessità. Non ora, insomma.
L’ospedale di Livorno – ha spiegato la direttrice generale Casani – «è una delle cinque strutture per il covid-19 dell’area vasta, punto di riferimento della provincia». Mentre negli altri più piccoli «verranno effettuate parte delle attività non più svolte qui, perché l’attività chirurgica programmata è stata sospesa». I posti di terapia intensiva sono saliti di otto (da 22 a 30) per un totale, in tutta l’Asl, «da 68 a 140», ha aggiunto Casani. Ma si spera di aggiungerne altri.
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