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Livorno

Coronavirus, altri due casi positivi a Livorno: si arriva a quota 10 in città

L'ambulanza della Croce rossa di Donoratico per l'emergenza coronavirus
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L'ambulanza della Croce rossa di Donoratico per l'emergenza coronavirus

Secondo quanto spiegato dall'Asl il 45enne e la 49enne sono stati sottoposti al tampone e rimandati a casa in quarantena. Sono in buone condizioni

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LIVORNO. Altri due casi positivi di coronavirus a Livorno: dopo che mercoledì 11 non si erano registrati nuovi contagi, nel bollettino di giovedì 12 purtroppo c'è stato un lieve peggioramento della situazione. Si tratta di due persone - informa l'Asl - che dopo essere state accolte in ospedale e sottoposte al tampone, sono state rimandate a casa in quarantena, in buone condizioni di salute. Si tratta di una donna di 49 anni e un uomo di 45.

A loro bisogna aggiungere le altre otto persone già sottoposte al tampone e risultate positive: sono l’operaio di 55 anni, il più grave e sempre in rianimazione in ospedale, mentre nel reparto di malattie infettive, diretto da Spartaco Sani, ci sono la casalinga di 53 anni, l’ottantasettenne arrivato dalla Rsa Coteto (positivo al tampone dopo essere stato a contatto col primo al pronto soccorso) e un’altra donna di 73. Mentre la casalinga, che nelle settimane scorse sarebbe stata a Piacenza, non è chiaro come sia entrata a contatto con il virus, visto che i sanitari non lo hanno mai comunicato.

Poi, in quarantena nelle loro abitazioni, rimangono l’imprenditore di 54 anni di Montenero, marito e moglie rispettivamente di 93 e 96 anni e un sessantatreenne che lunedì pomeriggio, il 9 marzo, era stato visitato al pronto soccorso in isolamento e poi sottoposto al tampone dalla squadra degli infettivologi livornesi, che purtroppo lo hanno dichiarato positivo. Gli ultimi tre, dimessi martedì 10 marzo, sono stati trasportati nei propri appartamenti dai volontari dell’ambulanza Charlie Victor - quella prevista per l’emergenza coronavirus - che quel giorno era stata assegnata alla Misericordia di Montenero. Chi è a casa, ha rimarcato l’Asl, è in buone condizioni di salute. Chi è in ospedale, invece, è rimasto stabile rispetto ai giorni scorsi.

L’unico grave - definito «molto critico» dai medici - è l’operaio di 55 anni, il paziente 1 di Livorno, che sarebbe stato contagiato durante una gara di boccine a Bologna, rimanendo isolato per diversi giorni con la febbre alta. Le cure, su di lui, stanno andando avanti e si spera di riuscire a risolvere l’infezione che lo tiene intubato e attaccato alle macchine. Nel frattempo la Croce rossa italiana ha preso il timone della speciale ambulanza Charlie Victor, quella che il 118 ha previsto per le emergenze coronavirus, con tutti i pazienti (sospetti e non) che dovranno essere per forza trasportati su questo mezzo di emergenza, con autisti e volontari totalmente riparati per evitare il rischio contagio. Fino a martedì 10, il servizio, era in carico alle Misericordie. Dalla prossima settimana se ne occuperanno le Pubbliche assistenze. A fine turno, martedì 10, la Misericordia di Montenero ha effettuato un trasporto in ospedale da Castelnuovo Val di Cecina a Cecina per un’anziana, che sarebbe però tornata a casa, appunto, in attesa dell’esito del tampone. Per fortuna - è quanto emerge dalle statistiche - la maggior parte dei pazienti che vengono sottoposti al tampone poi risulta negativo. Mercoledì 11 la Croce rossa di Rosignano ha invece trasferito in ospedale un livornese domiciliato nel quartiere di Ardenza, mentre un piombinese al Villamarina. Da giovedì 12 tocca alla Croce rossa di Rosignano.

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di Redazione web