Gioco
Un 63enne e marito e moglie anziani sono contagiati: in città si sale a quota 8
Riportati a casa (in isolamento) dalla Misericordia di Montenero. In ospedale ci sono ventidue letti di terapia intensiva
Sono tre i nuovi contagiati da coronavirus a Livorno, per un totale di otto solo a Livorno. Si tratta di un uomo di 63 anni e di una coppia di ultranovantenni (93 lui e 96 lei) sottoposti al test del tampone e poi, visto che i medici non hanno ritenuto necessario il ricovero in ospedale, rimandati a casa e sottoposti alla quarantena obbligatoria. L’Asl – nel bollettino giornaliero – non ha comunicato dove possano aver contratto il virus, quindi sui loro ultimi giorni non si sa nulla. Secondo quanto ricostruito dal Tirreno l’uomo di 63 anni sarebbe stato visitato al pronto soccorso lunedì pomeriggio e attorno alle 18 trasferito nel reparto di malattie infettive, diretto dal dottor Spartaco Sani. Dopo la positività al test, ed evidentemente l’assenza di un quadro clinico preoccupante, è stato posto in isolamento a casa sua, dove è stato trasportato dai volontari e dal medico a bordo dell’ambulanza Charlie Victor (questa la sigla dello speciale mezzo di emergenza previsto dall’Asl) fino alle 20 di ieri gestito dalla Misericordia di Montenero.
LAVORO INARRESTABILE
Gli stessi soccorritori, ieri mattina, hanno poi portato a casa i due novantenni, andandoli a prelevare con tute e mascherine direttamente al pronto soccorso, dopo l’ok alle dimissioni firmato dal personale diretto da Alessio Bertini. Inarrestabile il lavoro al triage, con medici, infermieri e operatori socio-sanitari che hanno continuato a lavorare a pieno ritmo, sotto l’incoraggiamento del sindacato infermieristico Nursind di Livorno, che in una nota ringrazia «tutti i colleghi impegnati a difesa della salute dei cittadini nonostante i disagi non riconosciuti e non retribuiti». Alle prime luci dell’alba, inoltre, l’ambulanza del coronavirus quando era ancora sotto la responsabilità della Misericordia di via Verdi aveva portato in pronto soccorso – d’intesa con il dipartimento di prevenzione dell’Asl – un caso sospetto da un quartiere centrale della città. In mattinata dovrebbero arrivare i risultati del tampone e nel bollettino del pomeriggio potrebbero arrivare ulteriori novità.
TERAPIA INTENSIVA
L’Asl – contattata dal Tirreno – fa sapere che eventuali aumenti dei posti letto in terapia intensiva verranno decisi e comunicati nei prossimi giorni. Al momento – stando all’ultima relazione sanitaria, datata 2019 – nell’ospedale di viale Alfieri sono 22 i posti letto di terapia intensiva ordinaria. Ma non è escluso, se ve ne fosse bisogno, un aumento. In rianimazione, a causa del contagio da coronavirus, a Livorno rimane soltanto l’operaio di 55 anni (il cosiddetto paziente 1) ancora in condizioni «molto critiche», ma sempre stabile.
TUTTI I CASI LIVORNESI
Nella città di Livorno i casi salgono quindi a otto. Gli altri – oltre all’operaio in rianimazione – sono la casalinga di 53 anni a malattie infettive insieme all’ottantasettenne arrivato dalla Rsa Coteto e un’altra anziana, 73 anni, ricoverata sempre nello stesso reparto. Nel dipartimento guidato dal dottor Sani c’è anche un sessantanovenne piombinese, con la sua famiglia in quarantena domiciliare, mentre gli altri positivi della provincia sono una coppia di San Vincenzo) che però si trova a domicilio, isolata: hanno 73 (lui) e 70 anni (lei). Sempre a malattie infettive – ed è una novità che arriva direttamente dal bollettino di ieri – è ricoverato un uomo di 65 anni di Viareggio, portato qui dal territorio versiliese al pari di una commerciante di 78 anni di Forte dei Marmi (ma residente a Seravezza) in ospedale dai giorni scorsi per patologie preesistenti. Infine tornando ai livornesi, nella sua abitazione di Montenero, anche un imprenditore di 54 anni che è in buone condizioni di salute. Tutti sono stabili: nulla è variato rispetto ai giorni scorsi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
