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Il sindaco: «Livornesi basta con il “bada lì”: state a casa la situazione è seria, ora date il meglio di voi»

Federico Lazzotti
Il sindaco: «Livornesi basta con il “bada lì”: state a casa la situazione è seria, ora date il meglio di voi»

Luca Salvetti fa il punto della situazione: «Stiamo valutando aiuti ai commercianti anche sulla Tari, ma servono i fondi del Governo»  

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LIVORNO.  Da una parte la necessità di combattere il “bada lì” tutto livornese per dire: ecchè sarà mai il coronavirus. E allora via, fuori di casa, a passeggiare sul lungomare, vicini, troppo vicini, mettendo a repentaglio la propria salute e quella degli altri, in barba a direttive e regole. Dall’altro «l’orgoglio di una comunità che si sente tale» e che «nelle situazioni difficili» – come l’alluvione – sa dare il meglio di sé. Così il sindaco Luca Salvetti racconta degli esempi virtuosi dentro a una quotidianità surreale: i volontari che «consegnano i pasti caldi alle persone in quarantena (una sessantina ndr)», oppure quei commercianti che «hanno deciso di chiudere perché non in grado di stare alle nuove regole». Ecco perché il primo cittadino nel giorno dell’entrata in vigore del nuovo decreto ministeriale che limita la libertà di oggi per provare ad avere un futuro domani, ripete che la cosa migliore da fare è quella «di restare a casa come ha detto il presidente del consiglio».

Lo fa in un Comune blindato da agenti della Municipale con mascherine sulla faccia e prodotti igienizzanti in ogni angolo del palazzo, dentro una sala consiliare semideserta con giornalisti, assessori e collaboratori che si salutano con gli occhi e si siedono ad almeno tre posti l’uno dall’altro. «L’incontro di oggi – spiega Salvetti – è finalizzato a comunicare nel miglior modo possibile regole e comportamentali da tenere. Ripeto – va avanti – la cosa migliore è rimanere a casa. Regola che esula davanti a tre situazioni: 1. Lavoro. 2. Acquistare beni di prima necessità. 3 Spostamenti legati alla salute. È vero – ammette – non siamo in una fase di coprifuoco ma restare a casa è importante. Come territorio – fa notare – abbiamo avuto la fortuna di arrivare in zona protetta in un quadro sanitario discreto (8 contagi ndr), soprattutto se pensiamo a realtà più piccole della nostra dove i numeri sono peggiori. Quindi per avere la possibilità di ripartire più in fretta» è necessario avere comportamenti responsabili.

Salvetti ne elenca alcuni: «Andare a correre sul mare – ripete – non è vietato – ma è meglio farlo tra dieci giorni». Sulle attività commerciali – quelle che potrebbero uscire peggio da questa situazione – specifica: «Dopo le 18 bar e ristoranti devono stare chiusi, ma resta possibile effettuare le consegne a domicilio. Ci sono poi situazioni che cozzano con il decreto. Prendo come esempio un ferramenta qualsiasi che può stare aperto nonostante nessuno che vada a comprare. Qui sta al singolo. Mentre estetiste e parrucchieri che vogliono restare aperti devono avere mascherine e guanti anche se unghie e capelli non sono motivi per muoversi da casa». Oltre ai singoli comportamenti, l’amministrazione sta pensando a misure che aiutino le fasce a rischio: «Faremo slittare al 30 giugno – annuncia – il pagamento di Tosap e imposta comunale sulla pubblicità e posticiperemo gli affitti ai concessionari di strutture pubbliche, mentre stiamo lavorando sulla Tari.

Siamo consapevoli: è come svuotare il mare con un bicchiere perché si tratta di agevolazioni che arrivano a 50 euro. Ecco perché servirà un aiuto congruo e sostanzioso del Governo a livello economico». C’è poi una partita che sta per chiudersi ed è quella che riguarda la sospensione degli sfratti. «Sarà una decisione del governo», interviene l’assessore al sociale Andrea Raspanti. Infine alcune raccomandazione sugli spostamenti. «Va bene far venire i nonni a casa per stare con i bambini ma se vengono fermati dalle forze dell’ordine dovranno sottoscrivere come tutti gli altri un’autocertificazione che credo nessun giudice potrà contestare. In ogni caso – conclude – se avessi ancora un bambino di sei,sette anni non avrei dubbi: lo terrei a casa passando la giornata con una bella e sana divanata in famiglia». Alla faccia del bada lì.

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