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Coronavirus, camper lungomare e controlli a tappeto: nessuno in arrivo dalle zone rosse
Accertamenti della polizia municipale su 17 veicoli parcheggiati. Due non erano del posto, ma non violavano le disposizioni del decreto
LIVORNO. Diciassette sono stati i controlli operati dalla Polizia Municipale nella giornata di lunedì a tutti i camper presenti sul lungomare. Dal Largo Cristian Bartoli, al parcheggio-sosta di via Borrani, fino allo spiazzo poco prima di via delle Fornaci. Un controllo a tappeto per verificare che i mezzi non provenissero da luoghi non consentiti ed a bordo non ci fossero persone in fuga dalle zone dichiarate rosse già nei giorni scorsi. Ipotesi alla quale avevano pensato in molti, dopo aver visto l’assalto alla nostra costa non solo da parte dei cittadini autoctoni. I controlli hanno dato tuttavia e per fortuna, esito negativo. Nel senso che le persone che hanno aperto la loro porta dopo che l’agente in servizio aveva bussato, erano tutte in regola. Tutti livornesi, ad eccezione di uno che fino alle ultime restrizioni poteva comunque muoversi al di fuori del proprio comune ed un altro che veniva da una zona non a rischio e che in ogni caso si trovava a Livorno da molti giorni. Insomma, il paesaggio familiare ormai da molti anni creato da chi approfitta del fine settimana soleggiato per stazionare e trascorrere un po’ di tempo guardando l’orizzonte tutto azzurro interrotto solo dalle isole, è diventata di colpo una abitudine guardata con sospetto.
Largo Cristian Bartoli ieri mattina era completamente deserto, in via Borrani si potevano contare sei camper (di cui tre in pessime condizioni e pure con le gomme a terra con segni evidenti che non si muovono da parecchi mesi) ed un motorhome, mentre nel parcheggio ancora più avanti, quattro camper di cui uno messo in mostra e col cartello vendesi. Sono i rimasugli del controllo ordinato dal sindaco e dalla comandante Annalisa Maritan. C’è chi deve aver preferito riportare intanto il proprio mezzo sotto casa per non trovarsi a discutere con qualcuno in cerca dell’untore.
L’indagine porta a fare una ulteriore verifica: percorrere tutta la scogliera fino ad arrivare a Quercianella, parcheggio della stazione compreso. Lungo tutto il Romito, in tanti slarghi che spesso troviamo occupati da questi veicoli, non c’è traccia di essi. Non solo. Non se ne trova circolante uno nemmeno a pagarlo oro. La sintesi quindi è che domenica ci sono stati tanti camperisti a Livorno ma già al lunedì erano andati via, tornati al lavoro e al proprio domicilio e il che significa che era turismo di cabotaggio. Al massimo, fiorentini . Si evince infine che la città è sicura perché certi eventuali ingressi sono controllati. Il sindaco auspica la “divanata” coi propri figli, un modo più soft di quel “statevene a casa vostra” del gruppo satirico del Sodalizio Muschiato.
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