Gioco
Coronavirus, il coach di basket: «Non allenerò nessun ragazzo, spero che tutti seguano la linea»
La decisione di Andrea Falleni, tecnico dell'Us Livorno: «Ragazzi e genitori devono capire cos’è il senso civico»
LIVORNO. Ci sono momenti nei quali l’umanità deve prevalere. Senza se e senza ma. Così succede che Andrea Falleni - istruttore Minibasket, preparatore fisico e anima dei Leoni Amaranto (settore giovanile dell’Us Livorno Basket) -, ha valutato personalmente di interrompere gli allenamenti con tutte le squadre che vive nel quotidiano. Uno spunto di riflessione, che tende ad essere pure un appello per i colleghi, divulgato domenica pomeriggio attraverso la propria pagina Facebook: «Ho deciso che sospenderò gli allenamenti di tutti i gruppi con cui sono impegnato per cercare di osservare le comunicazioni ministeriali e per cercare nel mio piccolo di comunicare ai ragazzi ed ai genitori l'importanza delle regole utili alla comunità; invito anche i miei colleghi, preparatori atletici ed allenatori ad intraprendere questa strada che reputo la più saggia per tutti».
Falleni, da cittadino e uomo di sport cosa l’ha spinta ad impugnare una scelta tale?
«La superficialità delle persone in una situazione che, invece, merita attenzione e rispetto. Questo stop, a mio avviso, è un’opportunità più unica che rara per i ragazzi e le famiglie. Un’occasione per trasmettere ai propri figli il senso di responsabilità verso il prossimo, il senso civico, e anche per trascorrere un po’ più di tempo insieme e dialogare. Per quanto riguarda il post su Facebook, ho deciso di pubblicarlo sul mio profilo ma non è altro che il risultato di una riunione voluta dal presidente Paolo Vullo con l'intero staff dei Leoni Amaranto, dove tutti insieme abbiamo stabilito di arrestare l’attività, prima squadra compresa».
Lei lancia un messaggio di rispetto verso il prossimo
«Per quel messaggio veicolato sui social, ho ricevuto attestati di stima da molti collegi sparsi per l’Italia. Ma pensate ad un fatto che nel quotidiano può sembrare banale: mettiamo che un ragazzo si faccia male in allenamento e debba recarsi al pronto soccorso. Di questi tempi, che senso avrebbe intasare l’ospedale per un dito lussato? Il senso civico sta alla base della pratica sportiva, il nostro compito di istruttori è quello soprattutto di formare persone, insegnare il rispetto delle regole e verso il prossimo».
E in sostanza, ai vostri ragazzi, cosa avete detto?
«Di continuare gli allenamenti anche a casa. Mi spiego meglio: nei limiti del possibile, manderò dei piccoli programmi fisici che si potranno sviluppare pure nell'ambiente casalingo. E poi sfido chiunque, nel caso specifico del basket a non avere un pallone nella propria cameretta. Bene, si prenda e si alleni la sensibilità delle mani e dei polpastrelli».
Sotto al post che ha scritto su Facebook ha ricevuto moltissimi consensi, di molti genitori e il delegato provinciale Coni Giannone l’ha elogiata sul Tirreno. Secondo lei, questo significa che la cittadinanza ha paura?
«Più che paura, la definirei consapevolezza di un periodo non semplice che abbiamo il dovere di affrontare nel rispetto delle regole e dei decreti ministeriali».
Scuole e impianti sportivi chiusi, ma se poi la gioventù livornese si riversa sul lungo mare o nei punti nevralgici della movida…
«Sta accadendo un po’ in tutta Italia e denota il fatto di quanto il popolo italiano non abbia senso civico. I medici e gli esperti stanno dicendo di evitare i luoghi affollati. Quindi io cosa dovrei aggiungere?».
Cosa ne pensa del fatto che sono stati sospesi tutti gli sport di squadra durante l'ultimo weekend, a parte il calcio e qualche partita di basket dalla Serie A alla B?
«Sul cellulare avevo il numero di Damiano Tommasi, il presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, e gli ho manifestato tutto il mio appoggio perché per primo si è battuto per lo stop anche del calcio. In Italia, paese di calciofili, sarebbe importante che un segnale forte arrivasse proprio dal sistema calcio. Ma pensate ad un giocatore di qualsiasi sport che, sotto sforzo, respira in modo affannoso… Spero che tutti da oggi ne siano consapevoli».
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