Gioco
Tornano sul tavolo le contraddizioni sulla gestione del 55enne
LIVORNO. La gestione del paziente 1, con tutte le contraddizioni emerse dalle tre versioni diverse fornite dall’Asl, dal medico di famiglia e dalla moglie, torna di attualità.
Perché adesso c’è il caso di un infettato nuovo, un 87enne ospite della Rsa di Coteto che si trovava in pronto soccorso proprio lunedì scorso, 2 marzo, il giorno in cui il giocatore di boccette è stato per 7 ore, protetto da due tendine su una barella nell’isola B.
È lì che è avvenuto il contagio? Il criterio epidemiliogico direbbe di sì.
Le tre versioni, dicevamo. Che il Tirreno ha riportato integralmente. Secondo l’Asl e il medico di famiglia, dottor Cosci, l’uomo non aveva mai detto di essere stato a Bologna il 15 e 16 febbraio. Secondo la moglie sì, l’aveva detto a Cosci.
Lo stesso medico di famiglia, al Tirreno, ha voluto sottolineare che «Bologna non era comunque zona rossa».
L’altra contraddizione riguarda l’accesso del paziente in pronto soccorso: la moglie sostiene di aver detto a Cosci la sua intenzione di chiamare il 118, ma che il medico le avesse consigliato di andare in auto. Il dottore su questo punto non risponde.
Il medico però evidenzia che il pronto soccorso sapeva che il 55enne era in arrivo e che dunque non è stato accolto come un paziente qualunque.
Il nodo è questo: se il paziente fosse arrivato seguendo il percorso corretto previsto per un sospetto contagiato, oggi avremmo sicuramente un infettato in meno. —
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