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Giannone: «Sì, sarebbe giusto sospendere gli allenamenti»

Flavio Lombardi
Giannone: «Sì, sarebbe giusto sospendere gli allenamenti»

Il delegato provinciale Coni di Livorno plaude l’iniziativa di un coach di basket «Sono ragazzini, non atleti evoluti. Uno stop di 15 giorni non compromette nulla»

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La comunicazione l’ha data via social. Andrea Falleni, tecnico di basket giovanile Leoni Amaranto dell’Us Livorno, ha rotto un fronte e probabilmente sarà seguito da altri tecnici. Non solo della palla a spicchi. «Ho deciso che personalmente sospenderò gli allenamenti di tutte le squadre con cui sono impegnato per cercare di osservare le comunicazioni ministeriali e tentare nel mio piccolo di comunicare ai ragazzi ed ai genitori l’importanza delle regole utili alla comunità. Invito anche i miei colleghi preparatori atletici ed allenatori, ad intraprendere questa strada che mi sembra la più saggia per tutti». Un post di successo, viste le risposte.

E fra chi gli ha dato la benedizione, il delegato provinciale Coni di Livorno, Gianni Giannone. Che spiega meglio al Tirreno la sua idea sull’argomento. «C’è una situazione molto delicata, esiste un decreto del ministero in cui si dicono determinate cose. E siccome si sta parlando di atleti “normali”, di livello giovanile, non di quelli evoluti come per esempio i nuotatori che devono fare gli italiani per passare le selezioni per una possibile qualificazione alle Olimpiadi e per i quali anch’io mi sono prodigato. Qui, si parla di bimbi, che svolgono una normale attività ludica o poco più. E quindi penso che se si sospende tutto per riprendere in un secondo momento, non succede nulla».

Ma forse c’è chi è in grado di garantire la sicurezza...

«Se tutta la serie di precauzioni che l’interodecreto prevede, ok. Ma siamo sicuri si rispetti il metro di distanza, l’assenza di contatto, che si misuri la temperatura con assistenza di un medico e via dicendo? Siamo di fronte a una emergenza, non c’è nessun campione al quale rovinare il futuro se non si allena. Cerchiamo di avere un minimo di precauzione».

E che messaggio vuole inviare?

«Se mi si chiede un parere esplicito, alle società che specialmente hanno degli under 14 o giù di lì, dico di fare attenzione e di fare cose adeguate alla situazione. Si può stare tranquillamente a casa per 15 giorni e riprendere poi, quando riaprono le scuole. I campionati sono tra l’altro sospesi. Se non si allenano a quell’età perdono la forma? Non vedo inoltre come si possa evitare certi rischi, nel basket in questo caso, se non dedicandosi esclusivamente al lavoro sui fondamentali. Perché un allenamento normale crea contatto, si suda e il sudore non è l’ideale per escludere contagi».

Giannone ha commentato sullo sport di squadra. E forse chi pratica una disciplina individuale dove non c’è contatto con l’avversario, potrebbe pensare di essere fortunato. Si pensa all’atletica, al tennis, il nuoto o al ciclismo. Ma anche qui, c’è l’inghippo. Vero che si rischia meno e le distanze le si possono rispettare senza alcuno sforzo, ma c’è un altro aspetto al quale non si pensa immediatamente, ma che di questi tempi, fa lo stesso la differenza.

«Tennis, oppure ciclismo - riprende Giannone - , per esempio, una distorsione oppure una caduta sono sempre dietro l’angolo. Quindi, arriva l’esigenza di portare il mini atleta al pronto soccorso. Dove ci sono altre emergenze e si intralcia il lavoro degli operatori che sono già troppo sotto pressione»

Insomma?

«Ripeto. Usare il buonsenso non fa male, anzi. Portiamo rispetto a noi stessi e agli altri. Un allenatore di basket ha preso una decisione in piena autonomia. Sto dalla sua parte, e gli batto le mani. Così dà dimostrazione di tenerci ai suoi bimbi, lanciando un messaggio di gran valore che, se lo copiano...».



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