Il Tirreno

Livorno

Coronavirus, il sindaco Salvetti: «Restano aperte le palestre che rispettano gli standard»

Stefano Taglione
Il sindaco Luca Salvetti durante la conferenza stampa in Comune (foto Andrea Masini/Marzi)
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Il sindaco Luca Salvetti durante la conferenza stampa in Comune (foto Andrea Masini/Marzi)

Livorno, il primo cittadino spiega come mai alcune sono accessibili nonostante l’emergenza: «Sono i titolari a decidere nel rispetto del decreto»

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LIVORNO. «Io sulle palestre private non ho preciso potere: non posso chiuderle, altrimenti commetterei un abuso infrangendo il decreto del Governo sul coronavirus. In molti mi domandano: “Ma perché le scuole no e le palestre sì?”. La risposta è semplice: se il responsabile è in grado di assicurare gli allenamenti e le attività commerciali con le persone a un metro di distanza l’una dall’altra e con l’eventualità della presenza di un medico sportivo, oltre a quanto previsto dall’esecutivo, allora vuol dire che è in regola. Il prefetto, Gianfranco Tomao, ci ha inviato una circolare esortandoci a segnalare i comportamenti scorretti. Dico ai cittadini di fare altrettanto: se notate situazioni strane, rivolgetevi alla prefettura».

Il sindaco Luca Salvetti si presenta nella sala delle cerimonie con una risma di fogli in mano. C’è un articolo sul Tirreno in cui il coach del Jolly Acli Marco Pistolesi urla la sua rabbia verso il Comune (nell’articolo a destra l’approfondimento) e le misure del decreto adottato dal Consiglio dei ministri sull’emergenza virus. «Il provvedimento – esordisce il primo cittadino – dice che determinate attività devono essere interrotte o sospese e certi luoghi debbano chiudere, salvo che i responsabili non siano in grado di rispettare ciò che prevede il decreto. Vi faccio l’esempio delle palestre, visto che è stato fra i più dibattuti: distanza di almeno un metro l’uno dall’altro e la possibilità, in alcune circostanze, di prevedere dei punti sanitari con un medico sportivo. È un decreto molto stringente e preciso, ma che a determinate condizioni consente eccome le attività. È la Bibbia ai tempi del coronavirus e io le palestre non posso chiuderle di imperio, dato che commetterei un abuso».

Salvetti ha aggiunto che «se vi sono palestre che non rispettano il decreto, allora i cittadini devono segnalare questi casi alla prefettura, perché il provvedimento del Governo individua il prefetto, poi il questore e le forze dell’ordine, come rappresentanti istituzionali deputati alla vigilanza delle norme». Il primo cittadino ha fatto anche l’esempio degli spogliatoi del campo scuola, che sono stati chiusi. «Sono in gestione all’amministrazione – ha specificato – e siccome noi pensiamo di non essere in grado di garantirne la sicurezza per chi li frequenta, li abbiamo chiusi» Ma il capo di atletica è aperto.

In questa circostanza, essendo la struttura sotto il controllo di Palazzo civico, il Comune ha potuto fin da subito adottare il provvedimento di chiusura. «Abbiamo mandato una mail a tutte le società sportive livornesi – sottolinea Salvetti – scrivendo loro che, nel caso in cui chiudano qualcosa, ci mandino una comunicazione tempestiva in modo da avere un quadro chiaro sullo scenario del nostro territorio. In caso contrario, quindi anche di silenzio assenso, noi riteniamo pacifico che restino aperte e siano in grado, assumendosi una precisa responsabilità, di rispettare i dettami contenuti del decreto del Governo Conte». Ma per le palestre private chi comanda è il proprietario. È lui – sempre assumendosene la responsabilità – a decidere se sia in grado di garantire le condizioni di sicurezza ai tempi del coronavirus. «E io – conclude il sindaco – non posso farci niente, devono essere i cittadini a segnalare eventuali anomalie alla prefettura». —
 

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