Gioco
Addio al portuale Elio Neri. I familiari: «C'è il coronavirus, i suoi amici sono anziani. Niente funerali»
Livorno, la nipote Ylenia Cozzolini: «Nonno sempre diceva di pensare prima agli altri e non vogliamo tradire i suoi insegnamenti»
LIVORNO. Per evitare gli assembramenti e preservare quindi la salute dei suoi amici – tutti ultraottantenni – «a nonno non faremo nessun funerale». È in lacrime Ylenia Cozzolini, la nipote di Elio Neri, conosciuto da tutti i suoi ex colleghi portuali come “Saponata”. L’anziano, da tempo malato, sabato 7 marzo è morto a 88 anni. «Tradiremmo i suoi insegnamenti – racconta – perché lui diceva sempre di pensare prima agli altri e poi a noi stessi. A costo di sacrificarsi.
In tanti, da quando abbiamo contattato la Svs per la cremazione, ci hanno contattato. Lui era un veneziano doc, aveva dato una mano anche alla cantina, e da tempo si era trasferito in Coteto. Lo conoscevano in tanti, ma il funerale non lo faremo: prima la salute degli anziani».. Elio dai più era conosciuto come “Saponata”, soprannome datogli in ambito della Compagnia portuale «con quella sagacità e ironia tutta livornese che ci contraddistingue – racconta la nipote – Non ne abbiamo mai capito esattamente la genesi, forse per la cura di sé: sembra avesse a che fare con le polveri bianche libere che mio nonno spalava a mano come portuale e che, adagiandosi sulla peluria e sulla pelle, davano un aspetto di schiuma da bagno, “Saponata” appunto».
Neri è stato anche appassionato di pallacanestro e ha prestato per anni il suo tempo libero per organizzare la partecipazione dei ragazzi diversamente alle partite della Libertas, «che ha sostenuto fino alla fine ricordando lo scudetto mancato e ripetendo il motto “Meglio secondi che ladri!”». Domenica 8, nella camera mortuaria dell’ospedale, c’è stata la sua benedizione. Lunedì 9 la cremazione ai Lupi.
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