Gioco
Il capogruppo di Sì Toscana: «Subito la bonifica del Sin»
STAGNO. «Ci vuole un accordo di programma. Vanno trovati subito i finanziamenti. Son vent’anni che gli abitanti della zona aspettano la bonifica. È inaccettabile».
Torna alla ribalta il caso Sin Sir di Livorno Collesalvetti. È il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra in consiglio regionale, Tommaso Fattori, a sollevare la questione. Nell’area Sin Sir si registrano morti in eccesso per tumori, sono troppi i decessi per cancro al polmone e mesotelioma pleurico. Lo dice il quinto rapporto di Sentieri. Ma il Sin Sir di Livorno Collesalvetti non ha ancora un accordo di programma, che è la base per far partire la bonifica, e per Tommaso Fattori è inaccettabile. «L’accordo di programma c’è nel Sin di Orbetello, in quelli di Piombino e Massa Carrara. L’unico a non avercelo è Livorno Collesalvetti. La giunta Rossi non può rimanere con le mani in mano. Si deve attivare. Occorre procedere quanto prima alla stipula dell’accordo di programma che individui i finanziamenti necessari e avviare le azioni di recupero ambientale», dice Fattori.
Il gruppo Sì Toscana a Sinistra, composto da Tommaso Fattori e Paolo Sarti, presenterà una mozione che impegna la giunta Rossi ad attivarsi per il Sin Sir di Livorno Collesalvetti nella prossima seduta del consiglio regionale. L’assemblea è in programma martedì 10 e mercoledì 11 marzo a Palazzo del Pegaso. Servono alcune centinaia di milioni di euro per bonificare il Sin Sir. E quello di Livorno Collesalvetti è molto grande. Ci sono dentro la centrale termoelettrica Enel, la raffineria Eni, le aree marino-costiere ubicate all’esterno delle dighe foranee. In tutto fanno 20 chilometri quadrati. I soggetti da coinvolgere per la stipula dell’accordo di programma, oltre la Regione, sono il Comune di Livorno, quello di Collesalvetti, la Provincia di Livorno e il ministero dell’Ambiente. La mozione chiede alla giunta anche di attivare un monitoraggio continuo da parte di Arpat sulla centralina della raffineria Eni, con un’attenzione specifica a eventuali picchi d’idrogeno solforato, e di verificare l’iter dei lavori previsti da Eni per eliminare il problema dei cattivi odori.
Il consigliere comunale a Pisa della coalizione “Diritti in Comune”, Ciccio Auletta, appoggia l’azione di Fattori. Gli odori cattivi, infatti, arrivano fino a Calambrone nel Comune di Pisa. E Fattori aggiunge: «C’è anche un recente rapporto dell’Inail ad aver evidenziato un eccesso di malattie professionali» . Ora chissà se l’esecutivo regionale si attiverà. Nei palazzi del potere a Firenze tutto l’impegno è concentrato sull’allarme coronavirus. Per il resto tira aria di smobilitazione: la campagna elettorale è alle porte, a primavera si vota per le regionali ed Enrico Rossi è arrivato a fine corsa. —
Samuele Bartolini
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