Il Tirreno

Livorno

lo stato di agitazione 

Gli avvocati si astengono dalle attività per la tutela della salute collettiva

F.L.
Gli avvocati si astengono dalle attività per la tutela della salute collettiva

Chiuse scuole, teatri, cinema e stadi ma non i tribunali spesso affollatissimi. Oggi è atteso  un decreto per sospendere  processi non urgenti

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LIVORNO. Gli avvocati di tutta Italia sono in stato di agitazione e l’organismo congressuale ha proclamato ieri l’astensione dall’attività di udienza fino al 20 marzo a tutela della salute collettiva con l’obiettivo di contribuire ad evitare occasioni di affollamento che potrebbero favorire il contagio. Durante l’astensione, garantiti i servizi essenziali e le udienze indifferibili.

Tutto nasce dal silenzio del ministro della Giustizia che non ha ancora emesso alcun provvedimento di sospensione generalizzata dall’attività giudiziaria nonostante mercoledì 4 marzo sia stato emanato il Decreto che obbliga la sospensione di manifestazioni e di eventi di qualsiasi natura in ogni luogo sia pubblico, sia privato che comportano raggruppamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro. E all’unisono, ecco cosa dicono Fabrizio Spagnoli, presidente dell’ordine degli avvocati di Livorno e Nando Bartolomei, presidente della camera penale. «Nei nostri tribunali le aule sono spesso piene di gente senza che sia consentito, a causa degli angusti spazi, rispettare le distanze di sicurezza. Nemmeno applicare le altre norme igieniche prescritte nel decreto».

La preoccupazione, continua. «È anche impossibile effettuare controlli sanitari di tutti i soggetti che quotidianamente si recano in Tribunale. I testimoni potrebbero anche provenire da zone ad alto rischio di contagio senza che sia inibita la loro audizione. Insomma, in attesa di un provvedimento del ministro Bonafede, la situazione è di crescente rischio di contagio e non ha senso aver chiuso scuole, teatri e cinema senza tener conto anche di questo». Massimo Orlando, presidente del tribunale è chiaro sul tema. «Domani (oggi, ndc), dovremmo sapere qualcosa di più. Uuscirà un Decreto Legge che consentirà ai presidenti di tribunale, in accordo col presidente di corte d’Appello, di adottare qualche disposizione che comunque allo stato attuale, non dovrebbe contemplare la chiusura generalizzata delle aule ma la limitazione di accesso. Già lunedi si potrebbero prevedere videoconferenze per cause civili e la riduzione dell’accesso al pubblico. Anche sospendendo o rinviando processi non urgenti. Serve tuttavia un coordinamento tra tutti i tribunali d’Italia». —

F.L.

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di Redazione web