Gioco
Case di riposo, in visita solo se autorizzati
Drastico taglio anti-contagio ai contatti con i familiari. Raspanti: pensiamo a usare Skype. Stop ai centri sociali della terza età
LIVORNO. L’attenzione dell’emergenza coronavirus è stata catalizzata dalla chiusura delle scuole ma in realtà è un provvedimento per ostacolare il contagio più che per difendere i bambini, visto che fra i più piccoli il virus sembra attecchire meno. C’è invece un fronte caldo che avrà ripercussioni drammatiche prima ancora che avvenga qualsiasi contagio: riguarda gli anziani delle case di riposo.
Vengono sostanzialmente “sigillati” all’interno delle strutture che li ospitano perché solo tagliando praticamente tutti i contatti si può tutelare la popolazione più anziana e più indifesa di fronte a quest’epidemia che proprio fra gli ultrasettantacinquenni con patologie risulta avere gli effetti più devastanti. Eppure, per quanto assolutamente necessario, questo stop a quel minimo di socialità diventa un brusco strappo rispetto ai rapporti con i familiari che pure sono così fondamentali nell’ultima parte della vita.
Da Palazzo Civico arriva un provvedimento – è l’ordinanza n. 107 firmata ieri dal sindaco Luca Salvetti – che non è altro se non la traduzione operativa di una serie di misure a cascata che arrivano dal livello regionale e dalle autorità sanitarie. Cosa cambia? Per i familiari e gli amici non è più possibile andare a trovare gli anziani liberamente, adesso è necessaria l’autorizzazione preventiva da parte dei gestori delle strutture. Dal punto di vista giuridico-amministrativo, la decisione del Comune riguarda le proprie residenze assistite, cioè Pascoli e Villa Serena. Non è da escludere, però, che nelle prossime ore qualcosa di analogo finisca per allargarsi un po’ a tutta la vasta gamma di strutture che ospitano anziani più o meno autosufficienti, più o meno immuno-depressi.
Non è un divieto o un blocco ma – come ammette il Comune – è pur sempre «un modo per limitare il più possibile gli accessi nelle residenze sanitarie assistite, per tutelare il più possibile i soggetti più a rischio rispetto alle conseguenze del coronavirus».
Si punta a tutelare i soggetti più esposti, dice l’assessore al sociale Andrea Raspanti: tutte le strutture che erogano servizi sociali e sociosanitari proseguono le loro attività ma osservando le precauzioni anti-contagio e adeguando gli ambienti. «Cercheremo di ridurre i disagi per gli utenti e i loro cari. Come? Ad esempio, con colloqui via Skype fra chi è nelle Rsa e i familiari», dice Raspanti. E aggiunge: «Per affrontare questa situazione serve l’impegno di ciascuno di noi».
Agli ospiti di Villa Serena viene fatta raccomandazione di non uscire dalla struttura «fuori dai casi di stretta necessità», scrive il sindaco nell’ordinanza. Anche il bar interno a Pascoli e Villa Serena è limitato solo agli ospiti ed al personale in servizio in tali strutture. Quanto agli uffici comunali situati al Pascoli e a Villa Serena (Rapporti con Asl e Autorizzazioni, Gestione Rette e Compartecipazioni, Marginalità e Famiglia, Servizio Sociale Professionale, Ridotta autonomia e non-autosufficienza, AreaMinori), gli accessi saranno filtrati telefonicamente o per e-mail: solo in seguito gli uffici chiameranno chi devono contattare di persona.
E’ da aggiungere che sono chiusi i centri sociali anziani (fino al 3 aprile) e il Centro diurno per minori "Il Cerchio magico" (fino al 15 come le scuole). —
M.Z.
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