Gioco
«Alt al virus, rosario no-stop alla Madonna di Montenero»
Appello del vescovo ai fedeli: preghiera a staffetta, compreso la notte «Macché castigo di Dio, questa epidemia ci obbliga a riscoprire la fraternità»
LIVORNO. «La Madonna di Montenero ci ha salvato in tante occasioni nella storia: chiediamo a lei di continuare a farlo anche in questa epidemia». Di fronte all’emergenza coronavirus l’Asl mette in campo gli strumenti della medicina, il Comune e la Regione quelli delle ordinanze e il vescovo Simone Giusti invita i fedeli a impiegare le ragioni della religione. Dal giornale on-line della diocesi annuncia il via a «una catena ininterrotta di preghiera a Maria con il rosario».
È una preghiera continua giorno e notte, 24 ore su 24, – spiega il vescovo – utilizzando anche i social ecclesiali a cominciare dalla pagina facebook della “parrocchia virtuale della diocesi di Livorno”. Da utilizzare per segnalare l’orario in cui si intende recitare la preghiera. Ci si può “prenotare” anche via e-mail a scrivialvescovo@tiscali.it.
E di notte? La curia ha coperto le ore notturne grazie ai monaci e alle suore del santuario. Nella nostra città c’è anche un monastero di clausura, il Carmelo fra l’Apparizione e Antignano, che da tempo “dialoga” con le intenzioni di preghiera nei post dei fedeli.
Non è certo la prima volta che un vescovo chiama in causa la devozione mariana montenerese in casi di forte sofferenza della città: anzi, proprio il vescovo pisano non ha mai smesso di richiamare il legame nella religiosità popolare fra una città di mangiapreti e l’icona di Santa Maria delle Grazie, la cui gallery di ex voto assedia ormai la navata della chiesa. Solo poche settimane fa Giusti aveva celebrato in duomo la “festa del voto” con la corona di fiori portata dai vigili del fuoco a 10 metri d’altezza attorno all’immagine mariana davanti alla cattedrale: è l’anniversario di quel che accadde con il maremoto di metà Settecento.
In realtà, nella storia religiosa della città c’è anche a metà maggio del ’43 l’enorme adunata di 40mila fedeli a Montenero che, con la richiesta della pace, segnerà un primo tentativo della Chiesa locale di distanziarsi dalla retorica del regime fascista (dopo aver mandato icone mariane sui fronti di guerra in chiave patriottica). Non la ascolteranno granché né i bombardieri alleati ( di lì a pochi giorni arriverà uno dei bombardamenti più terribili dell'intera guerra) né le truppe naziste (dal novembre successivo le loro mine faranno saltare tutto il possibile).
La no-stop partirà con la preghiera alla Madonna di Montenero alla fine della messa in diretta su Graduncato tv dal santuario domani dalle 9.
Il vescovo chiede sì di seguire tutte le indicazioni igieniche per ridurre il rischio di contagio: «ma non rinchiudiamoci in casa». E aggiunge: «Non sappiamo quanto durerà questa emergenza, non possiamo rinunciare a vivere per mesi». Dunque, le chiese non chiudono “per virus”. Ovviamente con l’accortezza di farle «all’aperto o in spazi grandi», ma ci saranno le vie crucis e «speriamo di poter fare ugualmente» il convegno di quaresima che sarà forse anche in streaming.
L’altro elemento da segnalare: l’epidemia come “castigo di Dio”? «Figuriamoci, Dio non si arrabbia come gli uomini, Dio è solo amore! In questa situazione drammatica – risponde Giusti – non possiamo che riscoprirci tutti fratelli: siamo tutti interconnessi, non solamente tramite gli smartphone, siamo tanto lontani ma tanto vicini». Anzi, semmai è «un richiamo alla fratellanza universale» e alla consapevolezza della «nostra fragilità». Poi aggiunge: «La medicina è importantissima: ci aiuta a sopravvivere ma non a vincere la morte. La vittoria sulla morte riguarda altro, non bioingegnerie future, ma un’altra dimensione, un “oltre”. La morte si può vincere essendo solo amore. L’amore verso un figlio, una moglie, una mamma va al di là della morte, continua, è, perché Dio è amore».
Mauro Zucchelli
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