Gioco
Addio Liz, insegnante di inglese e signora del Ghinè Cambrì
Livorno: è morta la vedova di Guglielmo Prima, si era sentita male al ristorante dei figli. Neanche ventenne lasciò la Scozia per trasferirsi a Livorno
LIVORNO. È morta Liz. La ragazza scozzese che nemmeno ventenne preferì Livorno e l’amore per Guglielmo Prima alle scogliere di Dundee, se n’è andata alla soglia dei 78 anni. Si chiamava Liz McKenzie Paterson, ma a Livorno, per tutti era semplicemente Liz. Sui bagni Pancaldi, al bancone del Ghinè Cambrì, nel suo salotto in cima al grattacielo di piazza Roma dove ha insegnato inglese a generazioni di ragazzini ammirando Livorno dall’alto.
Si era sentita male lo scorso ottobre, pochi giorni dopo essere tornata dalla sua Scozia, della cui origine era fiera e dove ogni anno amava tornare. Un malore al ristorante “Guglie”, aperto dai figli Richard e Barbara a Porta a Mare e dedicato al padre Guglielmo, dove lei, Liz, continuava ad accogliere i clienti col suo sorriso e la sua eleganza.
La corsa in ospedale, il ricovero. Gli accertamenti diagnostici evidenziarono un aneurisma cerebrale gigante. Liz decise di operarsi, consapevole dei grandi rischi di quell’intervento. Fu trasferita a Volterra per la riabilitazione ma dopo alcuni giorni ebbe una ricaduta da cui non si è più ripresa. «Ci tengo a dire un grazie: ad Alberto Del Corona, il neurologo che l’ha sempre seguita e non ci ha mai abbandonati», dice il figlio Richard.
Liz è morta ieri mattina alle 5, nel sonno, nel reparto di cure palliative, dove era stata trasferita tre giorni fa dopo quasi due mesi passati in ospedale, a Neurologia. I funerali si svolgeranno questa mattina alle 10.30 al cimitero della Misericordia. Poi il corpo sarà cremato e le ceneri tumulate insieme al marito Guglielmo, scomparso nel 2016.
Si erano sposati l’8 marzo del 1969. Liz l’aveva conosciuto giovanissima a Tirrenia e aveva deciso di restare a Livorno con lui. Negli anni ha seguito la carriera folgorante del marito, diventato una leggenda del rugby livornese e italiano, e proprio con Guglielmo e Barbara nel 1995 aveva aperto il Ghinè Cambrì al Castellaccio. Il nome lo scelse Guglielmo pensando all’antico gioco popolano. Un locale di successo, uno dei ristoranti più apprezzati di Livorno: Liz stava al bancone, in mezzo ai tavoli, ma soprattutto faceva public relation. La sua solarità, unita ad un tipico stile anglosassone, era il biglietto da visita per chi apriva la porta.
Per decenni aveva insegnato alla Berlitz School e poi alla British, ma è soprattutto a casa che dava lezioni private ai bambini e ai ragazzi, dalle elementari alle superiori. Lascia i figli Richard e Barbara e i nipoti Diego, Virginia e William. Alla famiglia le condoglianze del Tirreno.
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