Il Tirreno

Livorno

L’ATTIVITÀ a FIORENTINA E A SALVIANO 

In fila disciplinati ai distretti sanitari

In fila disciplinati ai distretti sanitari

Nella sede di via Impastato proteste per i disagi causati da una macchinetta che non distribuiva più i biglietti

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Ore 9, la prima visita per verificare come funziona la macchina sanitaria, come si riceve il cittadino e se qualcuno lamenta disservizio, è in via della Fiera di Sant’Antonino. Non c’è un check point, tuttavia due metri oltre la soglia d’ingresso, una responsabile Asl è pronta a dare tutte le spiegazioni. Vicine a lei un paio di infermiere che utilizzano una mascherina di tipo chirurgico. Sembra tutto sotto controllo, la paura di restare con le gomme a terra proprio nel giorno d’avvio, è già passata, fortunatamente. Per due ore infatti, dalle 7, il sistema informatico che doveva poi procedere alla stampa delle etichette per il laboratorio con il nome di chi doveva fare un determinato tipo esame, è ripartito. Un bag nel sistema, lungo fino a Piombino. Ma molti, qui a Fiorentina, siano arrivati quando ormai tutto era già risolto. Da ieri mattina, qui, come in via Peppino Impastato, si fanno i prelievi annullati invece al padiglione 7 (ex poliambulatorio). Claudio Sarri è arrivato per delle informazioni. «Ho quattro nipoti dai 3 ai 14 anni. Si è voluto chiudere le scuole e si carica tutto sulle spalle dei nonni. Dirò forse cose inesatte, ma i contagi fra ragazzi non mi risultano. Si, c’è una bimba di 11 anni, ma perché il virus le è stato trasmesso dai genitori. Si è deciso di chiudere tutto, senza calcolare le ricadute e le spese che si debbono sopportare. Venendo alla ragione per la quale sono qui, ho la moglie con una forma di diabete leggera, e mi sono informato su quando posso prenotare un controllo. Ora, è giusto che passino quelli che hanno necessità». Enrico Nencini è d’accordo sulle scelte locali e di governo. «Anzi, bisognava partire un po’ prima. Questo è un distretto che da sempre ha un bacino d’utenza enorme e la richiesta di servizi è sempre alta». Sendy Fresi è qui per fare un esame. «Mi prendo l’attesa con filosofia, aspetto il mio turno qui fuori evitando di respirare in un ambiente chiuso e penso che rispetto ad altre volte, mi sembra si stia dando anche un servizio migliore». L’impressione che Sendy ha, è figlia soprattutto del numero ridotto di esami rispetto all’abituale. Solo da lunedì si potrà tornare a una normale attività, avvalendosi del servizio CupTel e prenotare esami di routine.

Un uomo è andato via litigando, dicendo che avrebbe chiamato il sindaco (“è mio amico”) segnalandogli che gli è stato negato un prelievo non urgente. «Se chiama Salvetti, non fa una bella figura», ha tuonato una persona commentando l’accaduto. La fila è composta, il ridotto personale infermieristico sta già applicando la procedura secondo la quale si riceve il paziente al ritmo di uno ogni 8’ e non ogni 4’ secondo invece lo standard in tempi normali. Tutto questo per poter assolvere in maniera corretta a tutte le azioni di igiene richieste in questo periodo. Non è ancora così in via Impastato, dove si lavora ancora un po’ più a catena di montaggio. Ci si sposta a Salviano, un po’ di confusione subito per la macchinetta che non distribuiva i numeri. Corridioi gremito e personale costretto ad aprire tutte le porte antincendio per facilitare il ricambio dell’aria. Alessandro Mancini, conosciuto preparatore dei portieri anche del Livorno, è arrabbiato. «Ho ritirato delle analisi di mia moglie, il distributore dei numeri non funzionava e sono stato trattato male. Mi invitavano a prendere il numero che non potevo prendere ed ero tra l’altro anche l’unico in quel momento. Inoltre non c’era nessuno al quale chiedere come poter fare per avere il bigliettino che allo sportello volevano. Da livornese mi dispiace dirlo, ma ho visto tanta ignoranza». Piero Valeri, ex dirigente del Guasticce, ha fatto presto e comincia a salutare. «Mi sono trovato testimone di quell’episodio e non mi è piaciuto. Il virus? Fa paura, ma guai la psicosi che fa ancora più danni». Chiude Grazia Lupi. «Sono arrivata e ho trovato tutto ok, vedo in giro troppa esagerazione che è cosa diversa dall’essere prudenti. Le mani si devono lavare sempre non solo ora; e quando si tossisce o starnutisce è buona educazione da sempre non farlo in faccia al prossimo. Per il resto, che dire... Se al virus piaccio, mi prende, qualsiasi accorgimento prenda...».

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di Redazione web