Il Tirreno

Livorno

Coronavirus, il direttore dell'ospedale: "Il paziente aveva negato di essere uscito da Livorno"

Giulio Corsi
Coronavirus, il direttore dell'ospedale: "Il paziente aveva negato di essere uscito da Livorno"

Secondo l'Asl, il 55enne contagiato non aveva raccontato di essere stato a Bologna e non era considerato a rischio, ma è stato comunque isolato

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Che cosa è successo dalla mattina di lunedì 2 marzo, quando alle 11, il giocatore di boccette si è presentato alla porta carraia di via Gramsci chiedendo di andare in pronto soccorso, fino alla sera di martedì 3 marzo, quando alle 19.30 dal laboratorio di analisi di Cisanello è arrivato il risultato del tampone positivo al coronavirus?

La ricostruzione di quelle ore critiche è stata fatta dal direttore dell’ospedale Luca Carneglia in una lunghissima riunione convocata con i vertici dell’Asl e diversi primari nella notte tra martedì e mercoledì. «Il paziente si sentiva male ed era a casa da circa una settimana - ha raccontato Carneglia -. La terapia cortisonica disposta dal suo medico non aveva dato esito e così il suo curante ha contattato il primario del pronto soccorso proponendo un approfondimento».

Lunedì mattina l’uomo è arrivato da solo in ospedale accompagnato dalla moglie. Ha spiegato all’infermiere del check-point di via Gramsci di aver problemi respiratori ma ha garantito di non essersi mai allontanato da Livorno, o comunque dalla Toscana, né di aver avuto contatti con persone a rischio. Per questo è stato considerato un paziente normale, colpito da una seria sindrome influenzale. Gli è stata fatta indossare una mascherina chirurgica e l’uomo si è diretto verso il pre-triage all’ingresso del pronto soccorso. Lì ha ripetuto quanto già detto all’entrata dell’ospedale.

L’infermiere di turno tuttavia gli ha fatto seguire un percorso esterno e riservato, in modo che evitasse contatti con chi fosse in sala d’attesa e con altri pazienti. All’interno del pronto soccorso il paziente è stato visitato, gli è stata riscontrata un’importante sintomatologia respiratoria ed è stato deciso di approfondire la diagnosi attraverso due esami, una radiografia toracica e una Tac.

Nell’attesa è stato fatto sdraiare su una barella in un box dell’isola B, separato attraverso tendine dagli altri pazienti. «Per tutta la sua permanenza in pronto soccorso l’uomo ha indossato una mascherina venti-mask di plastica per la respirazione e sopra una mascherina chiurgica - continua Carneglia -. Tutto questo confezionamento abbatte moltissimo la possibilità eventuale di trasmissione, anche verso le persone che gli sono state vicine, cioé quei medici, infermieri e Oss che ora sono in isolamento».

Col passare delle ore le condizioni del paziente sono peggiorate. E nel tardo pomeriggio è stato deciso il ricovero urgente in Terapia Intensiva dove è stato intubato.

Lì, i primari di Pronto soccorso, Rianimazione e Malattie Infettive, Bertini, Roncucci e Sani hanno convenuto sulla necessità di attivare la procedura d’isolamento, poiché la sindrome da distress respiratorio acuto che l’uomo aveva accusato è uno dei casi per cui le indicazioni emanate dal Ministero della Salute raccomandano l’esecuzione dei tamponi.

La mattina seguente è stato effettuato il test per la rilevazione del Covid-19 e il campione è stato inviato a Pisa, da dove in serata è arrivata la risposta. «Servono dalle 3 alle 5 ore per esaminare un tampone, ma può capitare in casi in cui la positività è incerta come questo che il tempo sia maggiore», ha spiegato Spartaco Sani.

Solo in quel momento, attraverso i familiari, i medici hanno scoperto che l’uomo era stato a Bologna il 15 febbraio per un torneo di boccette. «Aveva sempre negato di essersi allontanato da Livorno o comunque dalla Toscana e per questo non c’erano i criteri epidemiologici per considerarlo un caso a rischio, né da parte del medico curante né da parte nostra», spiega Carneglia. 

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.38549145:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2020/03/04/news/coronavirus-grave-livornese-di-55-anni-in-quarnatena-moglie-fratello-e-personale-del-pronto-soccorso-1.38549145]]
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web