Il Tirreno

Livorno

la città che cambia

Ok del Tar al parcheggio ai Quattro Mori, il Comune non ci sta e presenta ricorso

Andrea Rocchi
L'area intorno ai Quattro Mori (Foto Marzi)
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L'area intorno ai Quattro Mori (Foto Marzi)

Impugnata la sentenza che dà ragione alla Granduca Srl: «La concessione del 2001 era decaduta tre anni fa»

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LIVORNO. Sembrava sepolto. Come gran parte di quelle opere inserite nel famigerato piano-parcheggi del 1999 che sono rimaste solo sulla carta. Dopo 19 anni dall'affidamento in concessione alla Gran Duca Srl (la società della famiglia Vignoli proprietaria dell'omonimo hotel) il parcheggio sotterraneo tra piazza Micheli e piazza del Pamiglione resuscita dal sepolcro in cui era avvolto. E ciò grazie ad una sentenza del Tar che ha accolto l'istanza presentata dalla Granduca dopo che palazzo civico aveva deliberato l'atto di decadenza che - secondo l'amministrazione comunale - avrebbe messo una pietra tombale sulla vicenda.Il tribunale amministrativo, invece, ha riaperto i giochi, annullando di fatto la decadenza (sancita dalla delibera di giunta n.362/2018) e stabilito che la Gran Duca Srl è legittimata a realizzare l'opera e a stipulare la convenzione col Comune. Si tratta di un intervento che avrebbe previsto la costruzione di un parcheggio ipogeo, dunque sotterraneo, tra il monumento dei 4 Mori e la sede del Lem, lungo piazza del Pamiglione.

Vent'anni fa si parlava di ricavare nell'area in questione di 4.410 mq. circa 200 posti auto da mettere a servizio di via Grande e dintorni, un'area da sempre carente di stalli pubblici. L'affidamento in concessione, sancito il 22 febbraio 2001, concedeva l'area in diritto di superficie alla società livornese per 90 anni ad un prezzo di 296.243 lire al metro quadrato. Oggi che il parcheggio sotterraneo riemerge dall'oblìo, l'amministrazione comunale ha deciso che un intervento di queste dimensioni in una zona di grande interesse storico e turistico della città non è ammissibile. Ammettendo però che una riorganizzazione e riqualificazione della sosta tra la Prefettura, il Lem e piazza Micheli debba comunque essere pensata. Lo ha detto chiaramente l'assessore Gianfranco Simoncini, rispondendo ad una mozione presentata dalla consigliera M5S Stella Sorgente. Quest'ultima, infatti, aveva sollecitato il Comune a intraprendere iniziative per evitare che si procedesse ad una nuova convenzione, nell'interesse primo della salvaguardia della piazza. «Informo ufficialmente la commissione - ha detto Simoncini - che la giunta ha deciso di fare ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar chiedendo anche di procedere alla sospensiva».

Secondo l'assessore, col supporto del settore affari legali dell'ente, ci sono i presupposti perché il ricorso dell'ente possa essere accolto. In particolare Simoncini ha fatto riferimento al fatto che la Gran Duca srl, oltre a non aver "fornito all'amministrazione la documentazione necessaria per l'iter istruttorio per la stipula della convenzione, non ha mai corrisposto i canoni di concessione, non ha mai presentato un progetto definitivo dell'opera da realizzare ed anzi, dal 2007, invece di adoperarsi per riattivare la proceduta ha prospettato al Comune un diverso interesse».Insomma, per la giunta comunale, questo basterebbe a far ritenere decaduta la volontà dei proponenti di realizzare quel tipo di intervento, rispetto per esempio ad altri che erano stati prospettati ad inizio 2000, tutti relativi a parcheggi a raso. Nell'atto con cui il Comune impugna la sentenza del Tar si contesta anche un altro aspetto. E cioè il fatto che il Comune fosse obbligato a stipulare la convenzione dopo la gara di evidenza pubblica del 1999 che aveva individuato la Gran Duca srl come soggetto vincitore.Se la stessa Gran Duca ha deciso di opporsi all'atto di decadenza dalla concessione, interessando il tribunale amministrativo, è comunque il segno che la società resta fortemente interessata a realizzare un parcheggio nell'area. Quale, come e di che tipo però resta da capire. L'attenzione dei privati verso quest'area, come quella del Comune, resta immutata. Un po' come vent'anni fa. Non è cambiato niente.

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di Redazione web