Gioco
Transenne e ruspe sul viale Italia: dopo le palme la “cura” tocca alle baracchine
Demolite le parti pesanti ed il legno marcio, rimangono gli scheletri di acciaio Alcune attività restano aperte fra cantieri e transenne. Lavori finiti a fine marzo
LIVORNO. Scheletri di acciaio e legno. Spogliate di quello che sono state o avrebbero dovuto essere quando, nel 2003, furono inaugurate dal sindaco Gianfranco Lamberti come emblema del nuovo lungomare che metteva in cantina le toscanissime e mediterranee tamerici e si ritagliava un vestito tropicale con un filare di esotiche palme da dattero. Diciassette anni dopo le baracchine – o se vi piace chalet – di viale Italia sono al centro di un robusto intervento di restauro e messa in sicurezza in attesa di sapere – come spiega l’assessore al bilancio Viola Ferroni – «se valga la pena e sia possibile intervenire sulle strutture esistenti o se a qualsiasi intervento di ripristino sia preferibile una “soluzione drastica”». Che, tradotto, significa abbattimento di tutte e 8 le baracchine strette tra lo Scoglio della Regina e l’inizio della Terrazza Mascagni. Oppure di quelle più deteriorate.
Una valutazione che la giunta comunale di Livorno dovrà fare anche sentendo i titolari ed i gestori di quelle (poche) attività che ancora sono aperte e contribuiscono a vivacizzare l’atmosfera di un lungomare che sta pian piano cercando di riacquistare una sua fisionomia. E lo si vede anche dal dibattito delle settimane scorse, seguito all’abbattimento di 10 palme colpite dal punteruolo rosso e sostituite – fra tifoserie di favorevoli e contrari - dall’intramontabile tamerice.
Un “pour parler” che testimonia quanto i livornesi siano attaccati al loro lungomare e come ogni intervento in cantiere qui accenda sempre animi e passioni.
In questi giorni in viale Italia sono in azione le ruspe e i camioncini con carrelli della ditta incaricata di rimuovere le parti pericolanti di alcune baracchine. Si tratta di lavori di 40.000 euro. Vengono tolte alcune parti in legno ormai fatiscenti e pericolanti che formano la struttura del pergolato esterno. Vengono inoltre smontate le travi esterne appoggiate su pilastri di ferro. Smontate anche le canaline e l’impianto di illuminazione. Chi percorre viale Italia, all’altezza dello scoglio della Regina, s’imbatte in quel che resta delle baracchine, la numero 1, e la numero 2(1) da tempo inutilizzate ed oggi completamente spoglie. Si interviene, però anche sulla baracchina 2(2), la porzione del secondo chalet oggi in concessione alla gelateria La Grotta blu, attività che resta aperta.
Come resta aperto lo chalet La Perla del Gusto che, seppur alle prese con transenne e recinzioni, ha deciso di indicarlo ai propri clienti con tanto di cartello nell’area di cantiere. Ed aperte sono anche le altre attività commerciali. Perché questa prima operazione di “messa in sicurezza” riguarda anche la baracchina n.6 (piazzetta Bagni Nettuno, in concessione al bar Il delfino), la 7 – quella appunto all’Acquario in concessione allo chalet La Perla del Gusto e la 8, sempre all’acquario, in concessione al bar ristorante di Luca Candian.
Chi lavora lo fa in condizioni difficili, visto i cantieri aperti, tra recinzioni e transenne. Ma il comune assicura che entro marzo i lavori saranno conclusi. Il dopo, invece, è tutto da vedere.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.38537233:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2020/02/29/news/baracchine-sul-lungomare-il-comune-chiede-il-saldo-220-000-euro-di-affitti-non-pagati-1.38537233]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
