Il Tirreno

Livorno

guardia costiera 

Spaccia uno smeriglio per pesce spada fresco ristoratore denunciato

Stefano Taglione
Spaccia uno smeriglio per pesce spada fresco ristoratore denunciato

La capitaneria di porto lo accusa di frode commerciale Sequestrati anche 70 chili di pescato in Darsena Vecchia

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Avrebbe spacciato smeriglio pescato nell’oceano Atlantico e poi congelato per pesce spada fresco. Per questo motivo, la guardia costiera di Livorno, ha denunciato per frode commerciale un ristoratore livornese. Nell’ambito di un’operazione regionale di controllo della filiera ittica, andata avanti negli ultimi dieci giorni, il personale della capitaneria di porto labronica ha controllato numerosi locali della Toscana. Centodieci in tutto per l’esattezza. «Questo comportamento – fanno sapere dalla direzione marittima, guidata dal contrammiraglio Giuseppe Tarzia – rappresenta una delle frodi più subdole nei confronti del consumatore, che viene tratto in inganno per qualità e prezzo degli alimenti che gli vengono somministrati».

Il nome dell’imprenditore coinvolto, come quello dell’attività, non sono stati resi noti dagli investigatori. Inoltre, il titolare di altro ristorante della città, è stato sanzionato «per aver detenuto esemplari di astici e aragoste la cui specie, in questo periodo, è sottoposta a divieto di pesca e commercializzazione, con un verbale amministrativo pari a 1.500 euro e il sequestro del prodotto», spiegano sempre dalla guardia costiera.

Infine 70 chili di pesce sono stati invece sequestrati presso il molo pescherecci, in Darsena vecchia a Livorno, vicino ai banchi destinati alla vendita diretta ai consumatori. Si tratta di partite provenienti dalla pesca illegale, effettuata da pescatori non professionisti che utilizzano attrezzature vietate per la pesca dilettantistica. Il prodotto illegale, «rinvenuto in un pozzetto congelatore fatiscente e privo di alimentazione elettrica – continua la nota della capitaneria di porto – era pronto per essere venduto da una persona non rientrante tra i commercianti autorizzati alla vendita diretta in quell’area».

L’intervento degli ispettori pesca della guardia costiera ha scongiurato che il prodotto potesse finire sulle tavole di ignari consumatori. Il pesce, previo esame del servizio di sicurezza alimentare e sanità pubblica dell'Asl che lo ha giudicato non idoneo al consumo umano, è stato immediatamente sequestrato per essere poi distrutto. Infine durante i controlli a bordo dei pescherecci di Livorno e Viareggio sono state accertate quattro violazioni inerenti la composizione minima dell’equipaggio, non avendo trovato a bordo il personale marittimo risultante imbarcato. —



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