Il Tirreno

Livorno

Il distretto sanitario di Ardenza potrebbe riaprire dentro al Pascoli

Giulio Corsi
Il distretto sanitario di Ardenza potrebbe riaprire dentro al Pascoli

Il Comune è pronto a cedere all’Asl i locali non utilizzati la soluzione fino a quando non sarà ristrutturata via del Mare

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LIVORNO. Il distretto sanitario di Ardenza, chiuso dal 30 giugno 2018, potrebbe riaprire - provvisoriamente - all’interno del Pascoli. La notizia l’ha data nella mattinata di giovedì 27 febbraio il sindaco Luca Salvetti durante un incontro organizzato da Italia Viva alla Bottega del Caffè. «L’Asl ci ha chiesto una collaborazione per trovare una soluzione provvisoria - ha spiegato il sindaco -, noi siamo pronti a mettere a disposizione alcune strutture non utilizzate del Pascoli. Come dice l’assessore al sociale Andrea Raspanti, che ha lavorato a questa soluzione, è bello che in una casa di riposo si inseriscano servizi di tipo socio-sanitario».

Per adesso siamo alle proposte, ma da quanto si sa l’Asl ha gradito l’ipotesi, anche perché il bando per trovare un locale ad Ardenza in grado di ospitare un distretto sanitario provvisorio in cui effettuare prelievi e sportello Cup non ha sortito l’effetto sperato. E così nella prossima primavera il progetto Pascoli potrebbe diventare concreto: i tempi infatti, a quanto dicono gli attori in campo, potrebbero essere molto brevi.

Dal punto di vista logistico - sebbene la distanza tra via del Mare e il Pascoli sia davvero poca - sarà più complicato raggiungere il nuovo distretto sanitario per chi si muove in autobus o a piedi. Ma il bicchiere sarà comunque mezzo pieno, perché la riapertura di un distretto sanitario nella zona sud rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per tutti i residenti di Antignano, Ardenza, Montenero, Collinaia, Quercianella, oggi costretti ad andare fino a Salviano, a Fiorentina o in viale Alfieri.

Certo, se pensiamo che a ottobre scorso il direttore generale dell’Asl aveva annunciato la riapertura del distretto di via del Mare per il 20 aprile di quest’anno, c’è da scuotere la testa. Ma quel che da allora è successo al distretto d’Ardenza è cosa nota, che il Tirreno ha raccontato a più riprese, con tanto di indagine interna sulla sequela di errori commessi dai responsabili dell’Asl, e così oggi non possiamo che accogliere in maniera positiva questa novità.

D’altra parte sulla ristrutturazione dell’attuale distretto i tempi sono un punto interrogativo enorme. Come si ricorderà in un primo momento l’Asl aveva ritenuto di poter terminare i lavori di ristrutturazione - con tanto di trasformazione del distretto in casa della salute - in un anno. Ma la situazione strutturale dell’immobile si rivelò molto più problematica rispetto a quelle che erano le previsioni. Si scoprì infatti - ad appalto già affidato - che l’edificio era stato costruito decenni fa con sabbia di mare nel calcestruzzo al punto da avere “seri problemi di natura statica già in condizioni di servizio ordinario”. Da lì i lavori si sono bloccati e mai più sono ripartiti.
 

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