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Livorno

Coronavirus, attivati i termoscan all’ingresso dell'ospedale in via Gramsci

Coronavirus, attivati i termoscan all’ingresso dell'ospedale in via Gramsci

Il termometro a distanza azionato per i dipendenti e chi va al pronto soccorso ma all’entrata di viale Alfieri riservata a pazienti e visitatori ancora non c’è

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LIVORNO. E dopo 4 giorni di attesa è partito anche il termoscan. Il termometro rapido a distanza per misurare la febbre a chi entra in ospedale è stato attivato per adesso all’ingresso di via Gramsci e - garantisce l’Asl - da domani il suo uso dovrebbe iniziare anche in viale Alfieri, dove finora la temperatura è stata misurata col termometro classico solo ad alcuni soggetti selezionati ai controlli. . Il condizionale resta d’obbligo perché gli annunci su questo ulteriore controllo sono stati numerosi ma mai si sono concretizzati, poiché - a quanto fa sapere l’azienda - i termoscan non c’erano e la loro reperibilità non è così semplice.

Come noto l’entrata di via Gramsci è riservata ai dipendenti e a chi deve recarsi al pronto soccorso. Ma non per questo, lì, il termoscan è meno importante, tutt’altro. È chiaro infatti che se un operatore avesse sintomi sospetti sarebbe il miglior veicolo perché il virus entri in ospedale, anche se medici infermieri e Oss sono quelli più informati sull’importanza di autoisolarsi in caso di un eventuale contatto a rischio.

Come funziona? Come si vede dalle foto del nostro Marzi, un infermiere all’entrata di via Gramsci punta il termometro rapido sulla fronte di chi entra, senza bisogno che egli scenda dall’auto, e gli misura la temperatura. Allo stesso tempo gli vengono poste le domande di rito su eventuali problemi respiratori, tosse, raffreddore e in caso positivo su eventuali contatti con luoghi o persone a rischio. A quel punto si decide se farlo entrare, dotarlo di mascherina oppure fermarlo e iniziare il percorso di approfondimento con il tampone.

In cinque giorni in cui il check point è attivo sia in viale Alfieri che in via Gramsci, nessuno è arrivato alla seconda fase dei controlli, segno che tra le migliaia di persone che hanno varcato la soglia dell’ospedale non si è presentato nessun paziente né alcun visitatore che abbia raccontato di aver avuto contatti a rischio. Quanto durerà questo stato di allerta con i due check-point e le altre entrate dell’ospedale sbarrate? Una risposta certa ad oggi non c’è, ma almeno per diverse settimane.
 

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