Il Tirreno

Livorno

Baracchine sul lungomare, il Comune chiede il saldo: 220.000 euro di affitti non pagati

Andrea Rocchi
Baracchine sul lungomare, il Comune chiede il saldo: 220.000 euro di affitti non pagati

Lettera di intimazione dell'amministrazione ad alcune imprese che hanno in concessione le strutture: altrimenti decadono 

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LIVORNO. È una questione annosa. Già in passato chi ha avuto in concessione le baracchine si è lamentato per i danni provocati dalle libecciate, dalle piogge, dalle infiltrazioni, dall’incuria che hanno causato il deterioramento di alcune parti. Nel 2013, si ricorderà, un contenzioso legale fra tre attività del lungomare e l’amministrazione comunale si risolse con un accordo in cui l’ente pubblico si accollava le manutenzioni straordinarie degli chalet ma i privati, in cambio, dovevano corrispondere un canone più salato. Fra nuove aperture, diverse chiusure, proteste, minacce, promesse siamo arrivati ai nostri giorni con il nodo-baracchine che la giunta Salvetti si trova a dover sciogliere. Intanto mettendo in sicurezza quelle “più a rischio”, ma presto dovendo scegliere se riammodernarne alcune o fare – come si dice – “tabula rasa” e ripartire da zero.

Nel frattempo, però, palazzo civico è tornato a batter cassa. E nei giorni scorsi ha inviato ad alcuni titolari di attività che hanno in concessione le baracchine (non solo quelle tra lo Scoglio della Regina e la terrazza, ma anche quelle più a sud) un’intimazione al pagamento dei canoni non corrisposti oppure pagati parzialmente.
Oggi i titolari delle baracchine pagano cifre variabili tra i 4.000 e 5.000 euro al mese e complessivamente il Comune deve incassare una cifra che si aggira sui 220.000 euro. Chi non si metterà in regola perderà la concessione, si legge negli atti inviati agli imprenditori.

L’amministrazione comunale, intanto, ha costituito un gruppo di lavoro composto dai settori Patrimonio, Avvocatura, Manutenzioni, Urbanistica e Servizi finanziari per studiare un percorso di riqualificazione dell’intera area e per la riqualificazione complessiva delle baracchine. L’aspetto, non da poco, da sciogliere è se intervenire ex novo, demolendo e ricostruendo gli chalet con nuovi materiali e con caratteristiche tali da renderli più adatti all’ambiente in cui si insediano. Oppure se apportare correttivi e migliorie in quelli già esistenti. Ipotesi, quest’ultima, sicuramente meno onerosa ma forse meno efficace se si vuole cambiare fisionomia alla zona.

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