Sicurezza
Assistente sociale e allenatore di basket muore a 67 anni
Livorno, da giovane è stato lanciatore del peso, poi asso del sudoku. Gli amici: «Una persona generosa e disponibile con tutti»
LIVORNO. Lutto nel mondo dello sport per la morte a 67 anni di Fabrizio Bernini, assistente sociale, scrittore di successo e allenatore di basket. Il dramma nella mattinata del 29 febbraio quando l’uomo, da giovane atleta e lanciatore del peso, è rimasto vittima di un infarto. «Era una persona buona e disponibile con tutti – lo ricorda l’amico Franco Marianelli, che qualche anno fa ha presentato anche un suo libro – che ci mancherà tantissimo. Era un campione anche nei giochi da tavolo, come il sudoku. Un vero matematico».
Nell’ex Asl 6 ha lavorato a Monterotondo e, nella sua carriera professionale, era stato pure nella segreteria del direttore dei servizi sociali, Giuseppe Bondi. Da tre anni era in pensione: lascia la moglie Cristiana Pecchi. Non aveva figli. Per anni è stato inoltre allenatore del basket giovanile. Per 33 per l’esattezza, fino al 2001, come coach delle ragazze di Uisp, Aics e Acli.
Dieci anni fa, nel sudoku, aveva realizzato una vera e propria impresa, all’epoca raccontata anche dal Tirreno. Diventando noto a livello nazionale. Nel 2010, infatti, media lanciarono la notizia di un “sudokone” molto difficile, una sfida delle sfide anche per le menti più allenate. «Ho sentito alla radio – raccontò Bernini al nostro giornale – la notizia di questo gioco considerato impossibile e l’ho presa come una sfida. Ho scaricato la griglia di numeri da Internet e in due pomeriggi, massimo cinque ore, l’ho risolto».
Così, matita alla mano, si è messo a inserire nella griglia i numeri che mancavano (il sudoku prevede che siano inseriti numeri da 1 a 9 in ogni colonna e in ogni riga di una griglia 9 per 9, senza nessuna omissione o ripetizione degli stessi numeri). E nonostante le difficoltà, lo ha risolto. «A un certo punto – spiegò al Tirreno – più che la capacità logica mi sono messo a risolverlo ipotizzando soluzioni». Fatto sta che ha portato a termine il “sudoku tortura menti” e ha impiegato poche ore e non mesi, come aveva ipotizzato il creatore del gioco, un matematico finlandese.
Un successo anche la sua carriera come autore di libri. Da giovane scriveva poesie e nel 1978 ha pubblicato un libro intitolato proprio “Poesie” con Gabrieli editore. Nell’ottobre 2012 ha poi scritto “La memoria di Fatimah”, un thriller. Mentre sei anni fa, l’ultima fatica: “La composizione dell’olio”, che narra di un’adolescente viene trovata morta nelle campagne tra Livorno e Collesalvetti. Un giallo, fra i suoi genere preferiti. «Era bravissimo anche come scrittore», chiosa Martinelli, che con lui ha presentato proprio quest’ultimo libro. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
