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Tornano i ladri da Universo Giochi, Nigiotti: «Il Comune ci difenda o chiudo»

Stefano Taglione
Il caos seminato dai ladri durante uno degli ultimi raid nel negozio di proprietà del gruppo di Luca Nigiotti (foto Dario Marzi)
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Il caos seminato dai ladri durante uno degli ultimi raid nel negozio di proprietà del gruppo di Luca Nigiotti (foto Dario Marzi)

Livorno, il negozio di piazza Attias colpito tre volte nell’ultimo mese. «Siamo disponibili a investire, a patto che i vigili controllino»

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LIVORNO. È stanco che ogni volta i dipendenti lo chiamino per dirgli che il suo negozio è stato svaligiato. «E dagli altri punti vendita devo spostarli in piazza Attias per fare l’inventario della merce, ma è possibile?». È fuori di sé Luca Nigiotti, il capo dell’omonimo gruppo dei giocattoli. Perché anche nella notte fra martedì e mercoledì scorsi, da Universo Giochi, i malviventi sono tornati. Spaccando una vetrata e rubando prodotti di ogni tipo, che tuttavia non sono stati ancora quantificati con precisione. «È colpa del degrado della piazza, sempre più evidente – commenta l’imprenditore – e lo farò presente al sindaco, Luca Salvetti, che forse incontrerò già domani (oggi per chi legge ndr). Se il Comune non interviene per sistemare le cose, noi ce ne andiamo. Non si può lavorare così».

Nigiotti punta il dito sull’abbandono della piazza, in particolar modo nella parte verso piazza della Vittoria, proprio dietro Universo Giochi. «C’è delinquenza ed è pieno di spacciatori – dice – Io ogni volta chiamo il 113, ma mi hanno detto che posso telefonare solo se lo stanno facendo in quel momento, così le volanti arrivano, mentre l’attività di prevenzione spetterebbe alla polizia municipale. Mi dicano chi devo avvisare, perché qui da quando ho sollevato il problema non è mai cambiato niente. Eppure la situazione è sotto gli occhi di tutti».

Secondo il dirigente del gruppo dei giocattoli i ladri, ogni volta, per spaccare le vetrate del suo negozio userebbero sempre i blocchi di cemento di un vicino cantiere edile, «aperto da anni, ma con la fine dei lavori che ogni volta viene prorogata di anno in anno, ma è possibile»?», commenta sconfortato. Lo hanno fatto anche nella notte fra martedì e mercoledì: sul posto, dopo poco, è arrivata anche la Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidata dal commissario capo Claudio Cappelli, che ha fatto un sopralluogo insieme alle guardie giurate della Vesuvio2.

«Basterebbe togliere questi pezzi di cemento da lì – prosegue Nigiotti – perché vengono usati come arma per spaccare tutto. Credo che questi siano delinquenti di bassa lega e sarebbe sufficiente che qualche vigile urbano la sera passasse a controllarli. Scapperebbero da soli, perché sono persone disperate che rubano le prime cose che trovano. A mio parere, però, qui la presenza delle forze dell’ordine è inesistente».

L’imprenditore si dice disponibile anche a investire nella piazza, installando a sue spese dei giochi per i bambini, come gli scivoli, per rivitalizzarla e disincentivare il degrado. «Lo proporrò a Salvetti – continua – ma è chiaro che senza un controllo da parte della polizia municipale o di altri agenti o militari, il giorno dopo li distruggono e torna tutto come prima. Io pago anche, ma qualcuno mi assicuri che l’investimento serva, altrimenti non ha senso rimanere qui. Lo dicono gli abitanti: è un lamento continuo. La zona è veramente degradata, se ne accorgerebbe chiunque».

Nigiotti spiega che «sulle facciate della Coin c’è il marmo rosa, pregiatissimo, che a Carrara è finito. Eeppure le autorità permettono alle persone di imbrattare tutto. Noi al Comune paghiamo le tasse per le insegne, sia io che la Coin – prosegue il manager – ma a cosa serve se poi le scritte dei vandali le tappano? A niente. È una cosa elementare, ma nessuno ci tutela. Queste persone rimangono impunite e noi continuiamo a pagare le imposte per le insegne, nonostante accanto sia tutto imbrattato».

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