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Livorno

la delibera della giunta  

Coronavirus, pronto il piano di emergenza: scatterà solo se dovesse accendersi un focolaio

Coronavirus, pronto il piano di emergenza: scatterà solo se dovesse accendersi un focolaio

Scuole, teatri, musei chiusi, attività commerciali bloccate, divieto di allontamento da Livorno: ecco tutte le misure previste

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LIVORNO. Eccolo il piano che scatterà qualora un focolaio dovesse accendersi anche a Livorno. . L’ha approvato ieri la giunta, prevedendo le procedure operative per far fronte alle emergenze, nel caso in cui la situazione coronavirus dovesse evolversi negaticamente anche nel nostro territorio.

«Si tratta di disposizioni e misure differenziate e progressive che il Comune andrebbe a mettere in atto a seconda dello stadio di sviluppo del fenomeno», ha spiegato il sindaco Luca Salvetti. L’obiettivo è chiaro: prevenire e contrastare una ulteriore trasmissione del virus. A coordinare le operazioni sarà eventualmente la protezione civile comunale.

«Voglio rassicurare la popolazione sul fatto che il Comune di Livorno sta lavorando per non trovarsi impreparato ad agire in caso si prospettasse l’emergenza - ha aggiunto il sindaco -. Nel documento sono esaminati i vari scenari possibili, da quello attuale che è di attenzione-vigilanza, quindi un monitoraggio attivo, a quelli più emergenziali (stato di allerta, stato di allarme) che farebbero scattare progressivamente sospensioni e divieti, e varie misure di contenimento, fino al ripristino della normalità».

È importante sottolineare che le misure - che sono definite nel decreto legge del 23 febbraio scorso - potrebbero scattare in caso di focolai di coronavirus anche a Livorno, e non in in relazione al manifestarsi di possibili casi isolati. Dunque se anche ci fosse un contagiato o anche più di uno, ma isolati, queste procedure non scatterebbero.

Il piano lo elenchiamo sinteticamente nel grafico a fianco: tra le varie misure è previsto il divieto di allontanamento dal Comune o dall’area interessata dal focolaio, ma anche il divieto di accesso, di fatto un cinturamento della città. La sospensione di manifestazioni e di eventi in luogo sia pubblico che privato, la chiusura di asili nido e scuole, dei musei, la sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici. E ancora: l’applicazione della quarantena con sorveglianza attiva a chi ha avuto contatti stretti con persone affette dal virus e la previsione dell’obbligo per chi fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico di comunicarlo all’Asl. La sospensione dell’attività lavorativa per alcune tipologie di imprese e la chiusura di alcune tipologie di attività commerciale: in alcune regioni del nord ad esempio bar e pub sono stati chiusi dalle 18 in poi.

«Considerato che l’evoluzione della situazione è molto fluida, l’amministrazione è pronta comunque a ottimizzare il piano, anche con l’emanazione di specifiche ordinanze», aggiunge il sindaco.






 

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