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Coronavirus, la famiglia in quarantena a Rosignano: «Lasciateli stare tranquilli»

Coronavirus, la famiglia in quarantena a Rosignano: «Lasciateli stare tranquilli»

Provenienti da Casalpusterlengo si sono autosegnalati: parole di elogio dal sindaco Donati. Stanno tutti bene ma preferiscono non parlare e una vicina di abitazione li “protegge” 

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ROSIGNANO. Una tranquilla famiglia della operosa Lombardia, con la passione del mare e di una dimensione urbana che non è lontana a quella della loro Casalpusterlengo. Un numero di abitanti, 15 mila, molto vicino ai 16 mila di Rosignano Solvay. Dove hanno da qualche anno stabilito il luogo in cui trascorrere le vacanze estive, ma anche per consumarci un semplice fine settimana. Moglie, marito e figli, come molte altre volte, sono arrivati a bordo della loro auto nel tardo pomeriggio di venerdi, percorrendo quella via del centro per raggiungere il loro appartamento in un palazzo di alcuni piani, dal quale, anche quando il Tirreno è un po’ agitato, si ricevono sempre quelle sensazioni che forse per tanti, che sul mare ci son nati, è cosa un po’ più normale.

Ma il week end, con tutte le cose da fare messe in agenda, questa volta è rimandato. Perché leggendo le notizie attraverso internet e ciò che anche i telegiornali raccontavano, questo nucleo familiare è venuto a conoscenza che proprio al mattino di sabato una signora 76enne residente nella loro città era deceduta per il coronavirus, diagnosticatole con un tampone post mortem. Saputo anche dei provvedimenti presi nella regione d’origine, i genitori, una coppia di mezza età, non ci hanno pensato due volte ed hanno avvisato, con grande senso di responsabilità, la nostra azienda Usl Toscana Nord Ovest per sottoporsi volontariamente ad una quarantena con attivazione di sorveglianza sanitaria attiva. Nessun sintomo, nessun segnale manifestato che possa far pensare ad un eventuale contagio contratto. E questo è bene precisarlo.

Abbiamo provato a contattare la famiglia, arrivando fino al portone e suonando al citofono. Una voce giovane maschile (probabilmente il figlio maggiore, ndc), ha risposto. Con tono gentile, preferendo tuttavia non rilasciare nessun commento. Resta però quello al volo di una signora che in quel palazzo ci abita e che ha voluto mantenere il suo anonimato. «So perché li cercate e mi auguro che sia solo un brutto spavento. Si tratta di brava gente che ha dato esempio, “denunciandosi”, di come dovrebbe comportarsi qualsiasi cittadino. Dobbiamo tutti collaborare. Sfortunate circostanze possono cambiarti la vita da un momento all’altro. Guai cadere nella trappola della psicosi. Lasciamoli tranquilli».

Della stessa opinione il sindaco di Rosignano, Daniele Donati. «Ho avuto contatto telefonico con questa famiglia - dice il primo cittadino -, ed ho sempre parlato con la signora. Apprezzo il grande senso civico che è stato mostrato dal momento in cui si sono resi conto che nel proprio comune c’era una situazione di allarme, segnalando la loro presenza qui da noi. Come faranno con il lavoro? Credo che la tecnologia, qui sia di aiuto. Si chiama telelavoro, e permette di operare indipendente dalla localizzazione geografica dell'ufficio o dell'azienda». E i ragazzi a scuola? «Non credo che al momento sia un problema. Le scuole le hanno chiuse. Se riapriranno, faranno come i genitori. Comunque si tratta di una quarantena di due settimane. Sono sicuro che tutto si risolverà nel migliore dei modi. E magari, con un ringraziamento speciale del nostro Comune per il loro esemplare comportamento».

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