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Coronavirus, l’ospedale di Livorno si prepara ad essere blindato: in arrivo le tende
La giunta pronta a varare il piano d’emergenza. Salvetti: «Pronti alla situazione peggiore». L’Asl: «Evitare reparti, Cup e ambulatori»
LIVORNO. «Siamo preparati ad affrontare la situazione peggiore». Lo ha detto ieri pomeriggio il sindaco Luca Salvetti in un incontro con la stampa convocato al Cisternino di Città per fare il punto della situazione sull'emergenza Coronavirus. Salvetti ha annunciato che martedì 25 febbraio è in programma una giunta straordinaria che delibererà tutte le azioni da mettere in atto qualora l'emergenza da gialla, com'è attualmente, passasse ad arancione (in caso si verifichi un contagio in Toscana) o addirittura rossa (in caso quel contagio si registri a Livorno). Quali sono le misure? «Non saranno dissimili da quelle in atto nel nord Italia». Dunque: scuole chiuse, così come teatri, biblioteche, cinema, pub e bar, oltre alla sospensione delle manifestazioni sportive e di eventi come concerti e spettacoli.
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STOP GITE SCOLASTICHE
Il quadro della situazione tuttavia vale solo per l’istante in cui viene fatto e potrebbe mutare da un momento all'altro. «Ad ora dunque - ha detto Salvetti - per la scuola fa fede la circolare del Miur, che prevede lo stop alle gite fuori dalla regione e fuori dall'Italia, ma anche delle attività didattiche esterne ad ogni scuola. Le scuole però restano aperte». Chiaramente oggi la situazione potrebbe essere diversa.
PORTO APERTO
«Non ci sono invece per adesso limitazioni legati alla movimentazioni di uomini e di merci», ha aggiunto il sindaco, riferendosi in particolare ai traffici del porto.
EVITARE L’OSPEDALE
Dopo il sindaco ha preso la parola Lisanna Baroncelli, dello staff medico della direzione ospedaliera di Livorno. L'invito che arriva dall'Asl è molto chiaro: evitare l'ospedale il più possibile. Perché è il luogo in cui può essere più probabile contagiarsi. Ma anche per evitare di portare eventualmente il virus nel nosocomio. «È a tutela della salute collettiva. È importante avvicinarsi all'ospedale solo se necessario», ha detto Baroncelli.
L'indicazione fa seguito a una disposizione della Regione Toscana mirata a limitare, per quanto possibile, gli ingressi ai presidi ospedalieri ma anche nelle strutture territoriali più affollate come Cup, centri prelievo, e anche negli ambulatori dei medici di famiglia.
EVITARE GLI AMBULATORI
In questo senso è stata ribadita la raccomandazione a tutte le persone che manifestano sintomi influenzali di rimanere a casa e consultarsi con il proprio medico curante solo telefonicamente. Lo stesso vale per i bambini con i pediatri. «A coloro che presentano febbre, tosse, difficoltà respiratoria ed altri sintomi influenzali è raccomandato di rimanere al proprio domicilio e di contattare telefonicamente il proprio medico», ha sottolineato Pasquale Cognetta, segretario della Fimmg, la federazione che riunisce la quasi totalità dei medici di famiglia.
I medici valuteranno al telefono la situazione, verificando eventuali criteri epidemiologici di allerta, vale a dire se il paziente sia tornato dalla Cina o abbia avuto contatti con casi o aree di contagio. «Chi ha avuto contatti stretti con casi accertati di coronavirus o ha soggiornato in aree interessate dall'epidemia negli ultimi 14 giorni deve contattare il numero 050954444 predisposto dall’Asl ed attivo dalle 8 alle 20 con operatore sanitario e dalle 20 alle 8 con casella di segreteria», ricorda Cognetta.
OSPEDALE BLINDATO
Intanto anche gli Spedali Riuniti, come tutti quelli dell’Asl Toscana Nord Ovest, si stanno attrezzando per chiudere tutte le vie di accesso e lasciarne aperta una soltanto, oltre a quella del pronto soccorso. Allo studio c’è l’utilizzo del solo ingresso di via Gramsci, da cui si può arrivare nei vari reparti e al pronto soccorso. L’obiettivo è mettere in funzione un sistema di controllo alle entrate, una sorta di screening preventivo. Come noto, chi deve effettuare prestazioni ambulatoriali non urgenti può rinunciare alla visita o all'esame senza il pagamento di alcuna penalità per la mancata disdetta. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di sospendere gli interventi chirurgici programmati e non urgenti.
TENDE ALLE ENTRATE
Come già avvenuto in Veneto e in Piemonte, anche davanti all’ospedale di Livorno - così come gli altri - saranno allestite tende e gazebo «per creare una sorta di zona pre-triage fuori dai pronto soccorso», ha spiegato il sindaco Salvetti leggendo in diretta un messaggio giunto da un incontro in corso a Firenze, proprio ieri sera, tra l’assessore Saccardi e i direttori delle Asl.
Le tende potranno essere usate per svolgere le attività di raccolta dei tamponi di controllo e le verifiche sulle persone che si dovessero presentare, ma anche per evitare di intasare i reparti di pronto soccorso e di malattie infettive per attività non direttamente connesse alle loro specificità.
MASHERINE AI PAZIENTI
Verranno inoltre fatte indossare mascherine chirurgiche ad una serie di soggetti. «Non dovrà stupire se a pazienti e utenti che arriveranno in ospedale e a cui verrà accertata una sintomatologia respiratoria anche lieve verrà chiesto, in sala di attesa per esempio, di indossare una mascherina chirurgica. Si tratta di una procedura che va a salvaguardia di tutti», ha spiegato Baroncelli.
UN VISITATORE DEGENTE
L’Asl invita chi manifesta sintomi come febbre, tosse, malattie respiratorie acute a limitare le visite ai degenti, con un visitatore al massimo per ogni ricoverato in tutti i reparti (compreso quello di Rianimazione).
PRECAUZIONI IN REPARTO
Le altre precauzioni in uso in ospedale sono quelle standard, cioé guanti e camice monouso. «Ma Pronto soccorso, Malattie Infettive, Rianimazione e Medicina hanno a disposizione i dispositivi di protezione previsti per i casi sospetti, dunque mascherine FFB2 con filtro, guanti e camice monouso e copertura per gli occhi», ha garantito Baroncelli.
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