Gioco
Coronavirus, il medico di base livornese: "Visito con la mascherina, ma niente panico"
Livorno, la dottoressa Bechi: «In ambulatorio tutto bene, ma bisogna far capire ai pazienti che il nemico è l’ansia. Ai miei cittadini consiglio di andare sul mare e respirare a pieni polmoni»
Ai suoi pazienti ripete di stare tranquilli: «Niente panico, il vero nemico è l’ansia, perché se i contagiati in Italia sono poco più di 150, la popolazione è di 60 milioni». Ma da domani, il medico di famiglia Laura Bechi, in ambulatorio indosserà una mascherina, «di quelle fisse, non usa e getta. L’Asl ha fatto un investimento economico importante e a tutela mia, e dei miei assistiti, è giusto seguire questo percorso e visitare in modo più protetto». Una precauzione necessaria, in aggiunta a quanto consigliato dalla Federazione italiana medici di medicina generale che, sulla scia delle indicazioni giunte da Roma, consiglia di «limitare l’accesso agli ambulatori alle sole prestazioni non rimandabili» e di rivolgersi alla guardia medica o al proprio dottore in caso di sintomi come tosse, febbre o difficoltà respiratorie (050 954444 è il numero dell’Asl dedicato a chi ha avuto contatti stretti con casi accertati di Coronavirus o ha soggiornato in aree interessate dall’epidemia negli ultimi 14 giorni).
Dottoressa, ha notato un incremento dei pazienti in ambulatorio dopo l’escalation dei casi di Coronavirus in Italia?
«No, è stato un normale lunedì di lavoro. E per fortuna l’influenza stagionale, negli ultimi giorni, era in fase calante. Diversi miei assistiti mi hanno contattato per chiedere informazioni e stamani (ieri per chi legge ndr) ho comunque deciso di iniziare le visite un po’ prima rispetto a quanto stabilito, proprio per avere il tempo di parlare con i pazienti e spiegare loro tutto ciò che c’è da sapere sul Covid-2019».
Cosa ha spiegato?
«È vero che, essendo un virus emergente, noi non abbiamo alcuna difesa immunitaria. Ma allo stesso tempo è anche vero che non si manifesta subito in modo aggressivo. I problemi nascono nelle persone con patologie preesistenti, attuali o pregresse, ad esempio in chi ha il diabete, visto che le difese immunitarie in questo caso sono più basse».
Qualcuno le ha telefonato dicendo di avere i sintomi del Coronavirus?
«È capitato che chi avesse l’influenza mi chiedesse, vergognandosi anche un po’, se poteva aver contratto il Coronavirus. In ogni caso se una persona ha viaggiato nelle zone dei focolai, anche se sta bene e non ha sintomi, è giusto che segua quanto deciso dal ministero».
Che consiglio dà ai livornesi?
«Di non farsi prendere dal panico, perché è l’ansia il vero nemico, ma allo stesso tempo di non sottovalutare niente. Certamente bisogna sempre lavarsi le mani e non pensare che il gel sia un sostitutivo dell’acqua. Poi soffiarsi bene il naso, eliminando i virus che potrebbero entrare nell’organismo. Poi, vivendo a Livorno, andare sul mare e respirare a pieni polmoni. Rigenera».
Cosa pensa che accadrà nei prossimi giorni?
«Non mi piace fare previsione ed è difficile dirlo. Sicuramente, gli italiani, sono persone che si spostano molto. Viaggiano. Staremo a vedere».
Nei supermercati c’è stata la corsa agli acquisti...
«Ho visto. Io consiglio alle persone di non frequentarli nelle ore di punta, visto che sono i tipici luoghi dove le persone tossiscono e si possono verificare problemi. Lo dico a scopo preventivo».
In ogni caso il Coronavirus ad oggi non c’è a Livorno.
«Esatto. Nulla si crea e nulla si distrugge, quindi non è che le persone qui a Livorno si ammalino dal nulla di Covid-2019. Nella storia dei malati c’è un contagio, quindi chi è qui, sta bene e non si è mosso, difficilmente sarà raggiunto dal Coronavirus».
Lei da mercoledì (domani per chi legge ndr) visiterà tutti con un mascherina.
«Sì, per proteggere me e i miei assistiti. L’Asl ha fatto un investimento importante ed è giusto fare così». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
