Gioco
Cento morti in più all’anno registrati a Collesalvetti e a Livorno
Fabrizio Bianchi del Cnr: «Quelli attesi sarebbero duemila ma ne sono stati contati 2100, un terzo per tumori»
Ci sono cento decessi in più all’anno nelle zone di Collesalvetti e di Livorno: se come media regionale in quest’area se ne aspetterebbero duemila circa, quelli registrati sono appunto oltre 2100 . Questi dati sulla mortalità sono stati illustrati, sempre durante l’incontro organizzato da “Magliette bianche” al centro civico di Stagno, da Fabrizio Bianchi, direttore dell’unità di ricerca in epidemiologia ambientale e registri di patologia del Cnr (Istituto di fisiologia clinica).
Durante la serata dedicata alle bonifiche e al progetto dell’ampliamento della raffineria Eni che dovrebbe produrre metanolo dai rifiuti, Bianchi è partito dallo studio Sentieri. « Innanzitutto occorre tornare a fare chiarezza sulle potenzialità e i limiti dello studio Sentieri, la indagine epidemiologica attiva da dieci anni sulle aree con Siti di interesse nazionale per le bonifiche (Sin) - ha detto lo studioso - le 44 aree studiate, inclusa quella di Livorno e Collesalvetti, erano state definite da decreti del ministero dell'ambiente perchè le analisi della contaminazione chimica di suoli, acque superficiali, di falda e dei tratti a mare, era risultata ben oltre le soglie di rischio stabilite per legge».
«Lo studio è stato pensato e realizzato per verificare se nelle aree Sin esistenti in Italia - va avanti il dirigente del Cnr - lo stato di salute è simile, migliore o peggiore rispetto ai dati regionali di riferimento. Nei siti, come quello di Livorno-Collesalvetti, in cui mortalità, morbosità, malformazioni congenite, hanno mostrato eccessi nei diversi periodi analizzati è plausibile che l’effetto dell’inquinamento abbia un ruolo fondamentale». Come anticipato sopra , nell’area dei comuni di Livorno e Collesalvetti ogni anno ci sono stati in media oltre 100 morti in eccesso rispetto a quanto atteso sulla base dei dati regionali, «un terzo per cause tumorali, in particolare del polmone e della pleura - aggiunge Bianchi - Tra le donne sono emersi eccessi più pronunciati, anche per le malattie cardiovascolari e dell’apparato digerente. Anche le malformazioni congenite sono risultate in eccesso». Sentieri, come è stato spiegato nell’incontro a Stagno, ha anche segnalato un eccesso di ricoverati per malattie respiratorie acute e per asma in età pediatrica e complessivamente al di sotto dei 20 anni, compatibile con le esposizioni ambientali, e atmosferiche, presenti nel sito. I risultati relativi ai dati di mortalità sono confermati anche dal più recente aggiornamento effettuato dall'Ars Toscana, mentre sono attenuati i problemi a proposito dei ricoveri ospedalieri.
«Alla luce di questi risultati non hanno senso o sono strumentali - spiega ancora il direttore - le posizioni secondo le quali Sentieri sarebbe sufficiente per attribuire al polo industriale la causa delle criticità di salute riscontrate, come dall'altra parte che Sentieri non sarebbe in grado di dire niente sul legame con l'inquinamento, anche in considerazione del fatto che non sono state avanzate altre ipotesi che potrebbero spiegare interamente il peggiore stato di salute».
Gli studi di approfondimento che sono stati approvati recentemente dalla Regione serviranno a capire come i casi in eccesso sono distribuiti e dove, da Antignano a Stagno, sono concentrati, e a dare informazioni per le azioni di prevenzione, tenendo maggiormente conto anche dello stato socio-economico che è una concausa di malattia e si sa essere distribuito in modo non uniforme sul territorio». —
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