Il Tirreno

Livorno

L’incontro al centro civico 

«No al gassificatore all’Eni» In 200 contro il progetto

Flavio Lombardi
«No al gassificatore all’Eni» In 200 contro il progetto

All’iniziativa di “Magliette Bianche” emerge la preoccupazioni per la salute  Salvetti: «I cittadini non vogliono altri impianti, la politica deve tenerne conto»  

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Un dato è emerso forte e chiaro dalla serata organizzata dal gruppo “Magliette bianche” a Stagno sul progetto di ampliamento della raffineria Eni: la gente che vive tra Stagno e i quartieri nord di Livorno non ne vuol sapere, non vuole l’ampliamento della raffineria Eni per realizzarci un gassificatore in grado di produrre metanolo dai rifiuti in arrivo dalla piana fiorentina.

Una serata con 200 partecipanti che si può riassumere con un no deciso al gassificatore con la proposta di organizzare dei pullman per andare a protestare in consiglio regionale e dire a gran voce che Livorno e Stagno non si toccano più. «Si deve andare altrove». E il richiamo alla politica viene di conseguenza, con toni accesi: «Qui si respira e si muore, i politici che non hanno interesse alla salute della gente devono andare a casa».

Durante la serata sono stati presentati alcuni dati dal punto di vista scientifico. Emanuele Marcis, capogruppo colligiano di Cittadini in Comune, ha sviscerato le rilevazioni della centralina Arpat di piazza Cappiello, ad Ardenza: «A gennaio sono stati registrati valori di polveri sottili addirittura più alti che a Stagno». Poi con l’intervento di Fabrizio Bianchi, ricercatore del Cnr, emerge lo studio di Sentieri, realizzato nel 2013, secondo il quale Livorno e Collesalvetti mettono sul piatto della bilancia 100 morti in più all’anno rispetto alla media regionale.

Le paure degli abitanti, le preoccupazioni per la salute: queste sono quelle più grandi. «Facciano cosa credono, non ci convincono e non ci comprano (rispetto al nuovo impianto ndr). E’ vergognoso anche solo pensare che si sia disposti a barattare la salute con pochi spiccioli (riferendosi alle sessanta assunzioni prospettate ndr)». E concludono: « Siamo tutti in pericolo». Restano ben impresse le autorevoli parole di Fabrizio Bianchi. Rispetto alle bonifiche dicono: «Se ne parla dal 2003, ma 17 anni dopo siamo sempre al punto di partenza. Non possiamo aspettare di vedere gli effetti di certi impianti sulla salute. Perché alcuni tipi di malattia si manifestano a distanza di tanti anni. E se da una parte, la colpa non si può dare interamente alle fabbriche, in buona percentuale lo è».

«Gli studi si possono fare subito, i mezzi sono a disposizione e in pochi mesi si possono avere tutte le risposte che servono». La gente ha alternato momenti di rabbia e di contestazione, a momenti in cui ha ascoltato in silenzio religioso gli interventi in cui erano contenuti dati scientifici.

Una serata in cui il sindaco Luca Salvetti ha messo in fila le questioni relative al progetto: «La cosa che appare chiara è che tutti, ma proprio tutti, ci sentiamo al fianco del cittadino. Appare evidente che Livorno e Collesalvetti non vogliono che si insista con altri complessi industriali. No all’aumento di inquinamento. E di questo, la politica, a tutti i livelli, ne deve tenere conto».

Una serata in cui i “rivali” politici si sono detti d’accordo, nella quale Costanza Vaccaro della Lega condivide le parole del sindaco. Andrea Romiti, capogruppo Fratelli d’Italia, che ha preso la parola dopo il comunista Lenny Bottai, ha fatto i complimenti all’avversario. Una serata che ha vissuto altre situazioni con riconoscimenti dello stesso tipo: come Giacomo Giannarelli e Stella Sorgente , dei Cinque Stelle, commentando un intervento di Salvetti dicono: «Non sta dicendo cose sbagliate». E Giannarelli aggiunge: «Livorno e Collesalvetti rappresentano l’unico SIN (Sito di Interessa nazionale) che non ha ancora un accordo di programma con il ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per le bonifiche, a differenza di Carrara dove sanno già cosa c’è nelle falde e nei terreni, potendo così pensare già a una bonifica mirata. Manca un accordo fra Regione e Ministero, i soldi per le bonifiche ci sono ma servono prima i progetti». Ma Salvetti ribatte mostrando la copia di una lettera a firma congiunta con Adelio Antolini ed Enrico Rossi nella quale si sollecita una risposta del ministero proprio sull’argomento». —

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di Redazione web