Gioco
Muore a 50 anni padre di tre figli, spedizioniere ed ex giocatore di rugby
Livorno: Carlo Gambogi combatteva da 13 mesi con la malattia. Ha donato le cornee per il trapianto, dopo un intervento a Milano era tornato a lavoro alla Ics continuando fino a poche settimane fa
LIVORNO. Di Carlo Gambogi ci sono mille immagini di cui i tantissimi che a Livorno l’hanno conosciuto, custodiscono un ricordo. Su un campo da rugby con la maglia del glorioso Corime, sulle banchine del porto nelle vesti di spedizioniere, sotto le stelle dell'Astragalo, in mezzo a decine di amici, con la sua Pamela a fianco.
Ma l'immagine che lui preferiva era quella di babbo, tre volte babbo, ad applaudire Anna tirar di sciabola su una pedana del circolo Fides, a guardare Jacopo con l'ovale in mano e la maglia biancoverde del Livorno che lui stesso aveva indossato fino alle nazionali giovanili, a giocare col piccolo Giorgio all’uscita di scuola, davanti all'asilo di Coteto. E con tutta la famiglia, a pranzo o a cena sotto l’ombrellone, ai bagni Lido.
Avrebbe compiuto 51 anni il 25 aprile, Carlo. È morto ieri mattina, nel reparto di cure palliative dove era stato portato poche ore prima. Da 13 mesi combatteva contro un tumore che non gli ha dato scampo. Si era sentito male il 21 gennaio del 2019. Da quel momento, da quella caduta improvvisa sul pavimento dopo il risveglio, la malattia ha fatto irruzione in casa sua e la sua vita e quella della sua famiglia sono state stravolte.
Carlo ha lottato, accompagnato da Pamela, è andato a Milano, dove è stato operato, ha seguito la riabilitazione, si è sottoposto a tutte le terapie. Voleva farcela, voleva tornare alla sua quotidianità e c'è riuscito: i pomeriggi con gli amici del rugby, il lavoro alla Ics di via delle Cateratte, i figli soprattutto, le canzoni dei Queen cantate insieme a Jacopo, la tredicesima candelina di Anna, le foto di Giorgio su Facebook. Ma è stato un soffio, pochi mesi di speranza.
La salma sarà esposta per tutta la giornata di oggi alla camera mortuaria dell’ospedale, dove lunedì 24 febbraio alle 10.30 si svolgeranno i funerali. Poi avverrà il trasporto al cimitero dei Lupi. «Non chiediamo fiori», fa sapere la famiglia, «chi vuole può fare una donazione al reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale “Ss. Annunziata” intitolato a Nadia Toffa». Una scelta in linea col carattere altruista di Carlo, amico generoso e solare, sempre pronto ad aiutare chi ne avesse bisogno. Il suo ultimo dono al prossimo l’ha fatto ieri, con l’espianto delle cornee. Oltre ai tre figli Anna di 13 anni, Jacopo (10) e Giorgio (5) e alla moglie Pamela, lascia i genitori, Amedeo e Carla e il fratello Marco, vigile del fuoco.
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